Nel mezzo del mese di febbraio, il Padova si ritrovò in una selva oscura

Editoriale sul Calcio Padova.

Dopo la rocambolesca sconfitta dell’Euganeo una settimana fa, il Padova si ferma di nuovo, questa volta a Bergamo, sponda Albinoleffe.

Padova Calcio

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Dal match con la Triestina solo trascorsi solo sette giorni, ma l’impressione è che per la squadra ne siano passati molti di più.

Dov’è finita la squadra che, pur perdendo, creava otto nitide occasioni da gol? Quella scesa in campo ieri all’Atleti Azzurri d’Italia mancava assolutamente di collegamenti fra i reparti. Il 3-5-2 provato da Calori, si limitava alla quantità, la qualità era rimasta a Padova, per l’assenza forzata del faraone El Shaarawy e per l’esclusione dalla formazione titolare di Vincenzo Italiano.

E così tutta la rabbia esternata in settimana per la sconfitta nel derby di Nereo Rocco, è rimasta solo sulla carta.

Una partita che fin dai primi minuti sembrava destinata alla X, nonostante il Padova provasse a fare la partita. Il pareggio non si sblocca, ma i bergamaschi hanno un merito, crederci fino all’ultimo, merito che manca al Padova, nonostante Calori nel finale ci provi con le tre punte, senza però riuscire a dare una scossa ai suoi.

Il Padova aveva abituato troppo bene i suoi tifosi, sette risultati utili consecutivi sembravano testimoniare un buon equilibrio raggiunto fra i reparti, nonostante rimanesse ancora la distanza con quello trovato tre mesi fa, quando la squadra si esprimeva su alti livelli, soprattutto nel “fortino” Euganeo, spinta da bomber Succi e guidata da Davide Di Gennaro.

Quelli erano altri tempi, adesso il compito di Calori è quello di tornare ai vecchi livelli con i nuovi interpreti che Cestaro e Foschi gli hanno regalato nel mercato di riparazione, continuando il conto alla rovescia per il rientro del “Dige” Di Gennaro.

L’importante sarà non fare scelte azzardate, un esonero di mister Calori significherebbe la caduta di un progetto. Il tecnico non è esente da colpe, ma questa squadra è plasmata da lui.

Il tempo di Ardemagni e De Paula per convincere sta per scadere e questo Padova venerdì non poteva trovare avversario peggiore del Piacenza, guidato da Daniele Cacia, che proprio ieri ha superato nella classifica cannonieri l’infortunato eccellente Succi.

Un capitolo a parte bisogna aprire per lo svizzero Hochstrasser, che deve trovare la giusta intesa con i compagni e capire un calcio complicato come quello italiano, in particolare quello della Serie B.

Padova è una piazza che merita la Serie A ma a tempo debito.

Questa stagione è in piena linea con gli obiettivi iniziali, la vista dei playoff, che ha fatto crescere l’entusiasmo di una città da sempre affamata di grande calcio, non deve far dimenticare che l’anno scorso ci siamo salvati ai play-out.

Fiducia a questa squadra quindi, nonostante alterni bel gioco a ingenuità paradossali, e per l’anno prossimo si ridiscuteranno gli obiettivi.

Intanto l’obiettivo è uscire da questo tunnel che abbiamo imboccato nelle ultime partite e Calori ha le capacità e il polso per farlo.




Articolo scritto da: Marco Fabris
Pubblicato il: 20 febbraio 2011
Categoria: Serie B
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