VAR, i perché di un fallimento

Di recente ho sentito molti autorevoli commenti circa l’efficacia e il successo dell’utilizzo del VAR nell’attuale campionato di calcio confinando il vero problema solo sulla corretta declinazione dello strumento (la o il). Io temo, invece, che siamo di fronte ad un clamoroso fallimento.

Sia chiaro:  siamo ancora in una fase di sperimentazione, ma il bilancio non può che essere negativo.

L’apporto della tecnologia si è reso necessario per aiutare gli arbitri, nei limiti del possibile, ad evitare errori che possono anche minare la credibilità del gioco stesso ed ecco perché io parlo di parziale fallimento.

Possiamo noi, infatti, dire che errori macroscopici non ce ne sono stati? Cito a memoria: gol regolare annullato al Torino a Bologna (partita terminata 1 a 1); mancato rigore al Cagliari a Milano contro il Milan e conseguente mancata espulsione di Bonucci (2 a 1 Milan); rigore netto negato alla Roma in Roma-Inter con i giallorossi già in vantaggio di un gol (partita poi persa 1 a 3); incredibile rigore non dato alla Lazio contro il Torino sullo 0 a 0 (partita poi persa 1 a 3) con successiva ed eccessiva espulsione di Immobile e, infine, i fatti di Cagliari di ieri con clamoroso rigore non assegnato ai sardi che poi hanno perso per 0 a 1.

Potrei continuare e citare altri episodi più o meno gravi ma non avendo ne spazio ne tempo, e forse neanche voglia, preferisco non andare oltre.

Il vero fallimento, però, è un altro: nato per dissipare dubbi e ombre, la var rischia, paradossalmente, col certificarli. Mentre, infatti, negli anni corsi, si poteva derubricare la cosa alla voce errore “umano”, ora questo alibi naturale non c’è più e quindi, di fronte a certi orrori, si rischia col dare voce alle solite tesi di sudditanza o malafede, infatti ieri, il presidente del Cagliari, ha parlato, senza mezzi termini, di campionato falsato.

Giusto dirlo? Non lo so, e questo senso d’impotenza non è affatto gradevole. Io, poi, non ho le granitiche certezze del pur bravo Ivan Zazzaroni che esclude ogni ipotesi complottistica tesa a favorire questa o quell’altra squadra. Non ho queste certezze e non posso averle purtroppo perché vivo in un Paese che da Portella della Ginestra a Ustica non ci ha ancora detto come veramente sono andate le cose.




Articolo scritto da: Antonio Fiengo
Pubblicato il: 8 gennaio 2018
Categoria: Serie A

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