Napoli campione d’inverno 2017/18, merito di tutti

Serie A 2017/2018: Napoli campione d’inverno.

Innanzitutto i numeri: 48 punti nel girone d’andata, che segnano il miglior rendimento nella storia del club; 42 gol in 19 giornate; 23 trasferte consecutive positive e ben 99 punti nel 2017 con 31 vittorie, 6 pareggi e soltanto 2 sconfitte.

Numeri incredibili che da soli spiegano una supremazia ormai indiscutibile, numeri frutto di un calcio spettacolare e corale come difficilmente è dato vedere in Europa. Di chi i meriti?

Innanzitutto di Maurizio Sarri. L’ex allenatore dell’Empoli ha dimostrato, senza ombra di dubbio, di essere il miglior tecnico italiano perché il suo calcio e i numeri appena elencati non possono temere smentite.

Tuttavia, ai meriti del tecnico, credo doveroso segnalarne anche altri due: i meriti della Società e quelli dello Staff medico.

Il meraviglioso calcio sarriano non nasce per caso, per poterlo concretizzare c’è stato bisogno di lavorare, ormai da più di due anni, sempre sulla stessa rosa. Il lavoro martellante e maniacale in allenamento è molto più fruttuoso se impostato su un gruppo di giocatori pressoché inalterato ed è chiaro che la Società ha avuto il merito, ad eccezione di Higuain, di non aver ceduto altri giocatori anche al costo di rivedere al rialzo la politica degli ingaggi.

Quando Sarri afferma di non partecipare alla campagna acquisti credo si riferisca al fatto che lui è molto più attento alla campagna in uscita che a quella in entrata. Altro merito allo Staff medico. In un calcio dai ritmi quasi disumani, il Napoli è la squadra che può vantare il minor numero d’infortuni muscolari d’Europa e credo che per una rosa non numericamente eccelsa come quella del Napoli questo elemento sia davvero fondamentale. Avrebbe il Napoli realizzato questi numeri con i guai muscolari che in questi anni ha avuto, ad esempio, una squadra come la Juventus?

Controindicazioni? Secondo me una sola: Sarri è senz’altro un grande, ma ho come l’impressione che egli giudichi come un doveroso “fastidio” il dover partecipare alle coppe e il dover dare giocatori alle varie nazionali. Provenendo dalla provincia egli è perfetto nel preparare le partite avendo una settimana intera per farlo e i tanti impegni gli complicano i piani.

Meglio uscire dalle coppe e coronare un sogno? Credo di sì, anche a costo di conferire al Napoli una dimensione tutt’altro che internazionale.




Articolo scritto da: Antonio Fiengo
Pubblicato il: 2 gennaio 2018
Categoria: Serie A
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