Juventus: poco Allegri e poco spettacolo

Juventus FC 2016 2017Che la Juventus sia la squadra più forte in Italia è noto a tutti, sotto ‘tutti’ i punti di vista: società, organico, organizzazione ecc., ma cosa possiamo dire dello spettacolo offerto sul campo da questi ‘top player’?

Ad essere onesti non si può parlare di una squadra spettacolare ma più che altro di una squadra cinica e solida, ma quali sono i motivi di questa mancanza di spettacolarità?

I motivi sono diversi: modulo eccessivamente difensivo (non ricordo un bel gioco neanche con Conte), troppo affidamento alle giocate dei singoli, gioco poco armonioso con troppi tocchi da parte dei centrocampisti e troppo affidamento sulla classe di Dybala, che in questo modo si trova costretto a impostare il gioco a 40 metri dalla porta, riducendo drasticamente la sua efficienza realizzativa.

Lo stesso Higuain è meno incisivo dello scorso anno il motivo è semplice: la quantità di palle da buttare dentro è molto bassa solo sulla corsia sinistra, con Alex Sandro arrivano palloni invitanti mentre sul lato destro Dani Alves è più interessato a fare giocate fini a se stesse che mettere cross invitanti o creare superiorità numerica sulla fascia.

Altro limite è la qualità del centrocampo. Pjanic sembra più interessato a recuperare palloni che a creare gioco, Khedira dopo un inizio sprint è notevolmente calato, la mancanza di Marchisio, capace di cambiare gioco sia con il destro che con il sinistro, e sopratutto giocare il pallone di prima, si fa sentire.

Quali le possibili soluzioni? Se la difesa a tre rimane una certezza per la Juve le possibili soluzioni prevedono di usare un centrocampo a 4 con interni Marchisio e Pjanic ed esterni Alex Sandro e Dani Alves, ma soprattutto giocare con 3 in avanti che garantiscano una quantità di palloni per Higuain notevolmente maggiore, creando superiorità numerica attraverso le giocate di classe di Cuadrado e le sovrapposizioni di Alex Sandro da un lato e Dybala e Dani Alves dall’altro (senza dimenticare la classe di Pjaca), sfruttando al tempo stesso la capacità di impostazione di Bonucci.

Chi vivrà vedrà.




Articolo scritto da: Giovanni Marmora
Pubblicato il: 25 ottobre 2016
Categoria: Serie A
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