Nell’isola degli elfi e dei talenti, l’Islanda

Nazionale calcio IslandaSono in 332 mila, e secondo l’ultimo sondaggio a tema (2007) il 56% di loro crede nell’esistenza degli elfi, ritenuta “possibile” (32%), probabile (16%), o addirittura “certa” (8%).

Stupisce il giusto quindi che tanta fiducia nell’ignoto abbia portato al crack bancario che ha innescato la crisi economica globale nel 2008. E magari, più prosaicamente, pure alla prima qualificazione europea.

Grazie a generosi investimenti UEFA, qui il calcio giovanile è molto cresciuto. E la concomitante fioritura di talenti ci ha messo il resto. Per coltivarli, però, c’è voluta la mano esperta di uno svedese, il 67nne Lagerbäck, che da assistente e poi da CT ha portato la Svezia a cinque tornei consecutivi fra Europei e Mondiali, prima di dimettersi per aver mancato Sudafrica 2010.

In carica dall’ottobre 2011, dopo l’Europeo in Francia sarà sostituito da Halgrimsson, ex dentista che Lagerbäck ha assunto appena insediatosi e che in due anni è stato promosso da vice a co-selezionatore.

Il loro 4-4-2 è organizzato e attento ai dettagli. Accanto alla stella Sigurdsson, specialista nei piazzati e con 6 gol top scorer dei suoi nelle qualificazioni, galoppano il mancino Gudmundsson e l’incursore Birkir Bjarnanson, ex Samp e Pescara, che a Torino e Palermo ha preferito il Basilea.

Il loro primo cambio è Hallfredsson, mancino dell’Udinese. Gioca da noi anche Magnusson, centrale della Juventus primavera in parcheggio a Cesena.

In mezzo comanda il capitano Gunnarsson; in avanti Sigthorsson, gran lavoratore e fisicone, viaggia un gol a partita in Nazionale ma a Nantes non ha trovato regolarità.

Per affiancarlo concorrono Bödvarsson e Finnbogason, 53 gol in 65 gare nell’Heerenveen prima di smarrirsi alla Real Sociedad e successivamente in prestito all’Augsburg.

Tra i pali da quattro anni c’è Haldorsson; i centrali sono Sigurdsson e Arnason, decisivi nel concedere appena 6 gol in 10 gare nel girone. Meno affidabili sono i terzini Saevarsson e Skulason.

In amichevole la squadra non ha brillato, ma l’esperienza del richiamato Gudjohnsen, iconico ex Chelsea e Barcellona, può trascinare gli Strákarnir okkar (I Nostri Ragazzi) in una euroforesta incantata. Con o senza elfi.




Articolo scritto da: Luca Del Giudice
Pubblicato il: 13 giugno 2016
Categoria: Euro 2016 Francia
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