Nunca Dejes de Creer. Atletico Madrid ai quarti di Champions League 2015/2016

logo Atletico MadridMai smettere di credeci“. Questa la traduzione della coreografia esposta al Vicente Calderón all’ingresso dei giocatori.

Quella che si è vista è stata una partita da brividi ma non ricca di emozioni, come d’altronde testimonia il doppio 0 a 0, il primo nella storia della Champions League.

I 55.000 presenti allo stadio non hanno mai smesso di crederci, anche durante i 120′ non esaltanti e l’infinita serie di rigori.

Alla fine è l’Atletico a spuntarla, anche se a dirla tutta sarebbero gli olandesi del Psv a meritare il passaggio del turno.

La squadra di Cocu si presenta in terra spagnola con un 5-3-2 che testimonia il chiaro intento di controllare il ritmo della partita, e cosi è nella prima parte della partita, con i colchoneros che cercano di colpire in contropiede sfruttando la velocità di Griezmann e Carrasco.

La prima occasione arriva all’11’ ed è per il Psv con un tiro di Moreno deviato sopra la traversa.

Superata la metà del primo tempo sono i padroni di casa a prendere in mano la partita ed a creare qualche pericolo dalle parti di Zoet che però risponde sempre presente, e a fine partita risulterà il migliore sul terreno di gioco.

Nel secondo tempo è l’Altetico a cominciare meglio, grazie anche l’ingresso del Nino al posto di uno spento Fernandez, e a creare un paio di occasioni dalle parti del portiere olandese.

Al 58′ è però il Psv ad andare vicinissimo al gol con il tiro di Locadia deviato sul palo dal Oblak, e con il salvataggio di Felipe Luis sulla ribattuta di De Jong.

Da qui in poi sono poche le occasioni degne di nota, una di queste è un contatto sospetto avvenuto in area del Psv, dove Luis viene atterrato ma l’arbitro Klattenburg lascia giocare senza alcun dubbio.

Dopo 3′ di recupero l’arbitro fischia e manda tutti ai supplementari. I 30′ successivi sono caratterizzati dalla molta stanchezza, e dalla rassegnazione dei calci di rigore che subentra anche nei padroni di casa, gli unici a provarci seriamente, almeno nei primi minuti dei supplementari e cosi si arriva ai calci di rigore.

Calci di rigore che vengono calciati bene, qualcuno con il brivido, fino ad arrivare all’ottavo rigore. Ottavo rigore che risulta determinante. Quello calciato da Narsingh colpisce la traversa, mentre quello di Juanfran, uno che non ha mai smesso di crederci nella “revolución cholista”, si insacca alle spalle del portiere e porta l’Atletico ai quarti di finale per la terza volta consecutiva.

E adesso che mancano solo 4 partite alla finale di Milano, perché smettere di crederci?




Articolo scritto da: Matteo Puorro
Pubblicato il: 16 marzo 2016
Categoria: Champions League
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