Il Barca annienta la Roma e il calcio Italiano

Il Barcellona manda a scuola l’Italia…

Il barca veste i panni del maestro, l’Europa è il palcoscenico, la Roma èla faccia annichilita di una nazione intera, l’Italia.

Champagne, ostriche e caviale, Messi, Suarez e Neymar. Un tridente da urlo, che sfoggia il suo ruggito più feroce nel suo regno, nel tempio del calcio moderno, l’unico vero teatro del Football, il famigerato Camp Nou.

L’MSN&CO… sono troppo per tutti,sono la faccia dell’eccellenza, sono la sintesi tra l’utile e il dilettevole.

Nonostante un roboante 6-1, la cosa che salta più all’occhio non è la performance Blaugrana, ma la disfatta giallorossa.

Se i maestri di Spagna sono la faccio rotonda del gioco del calcio, la Roma è l’immagine più spudorata del nostro paese.

Il Barca ha passeggiato e passeggiando ha disintegrato una Roma malata,affetta da una malattia incurabile, l’Italianità.

Alla vigilia del match sono state sprecate le frasi mediatiche di presunzione e di atteggiamento aggressivo, aveva detto Garcia “non andiamo in terra blaugrana per farci un selfie con Messi alla sagrada familia” ma questa ormai e storia di ieri, la storia di oggi racconta tutt’altro.

Nel pomeriggio Italiano l’1 a 1 di Borisov strizza l’occhio agli uomini di Garcia,quindi la buona notizia consente alla Roma di avere la possibilità di essere fabbro delle proprie fortune per passare il girone, di fatto diventa la bomba ad orologeria che da li a 90 minuti ha disintegrato non solo la Roma ma tutto il calcio Italiano.

La super sfida che di “super” ha solo il Barcellona non racconta solo un dominio azulgrana, racconta verità molto più nefaste.

Le verità manifestate in terra catalana sono 6 come i gol presi dalla squadra della lupa.

1) La Roma, che dovrebbe essere una delle espressioni migliori del nostro movimento calcistico, fuori dai confini nazionali è una vittima sacrificale in pasto a i leoni d’Europa.

2) Il calcio in Italia è prodotto dai Media, non dal campo. Ci sono sostanziali differenze tra quello che pensiamo di essere e quello che in realtà siamo.

3) Il calcio è il prodotto di ciò che la società produce, e il nostro PIL calcistico e non, non basta al di fuori dei confini nazionali.

4) La Roma è scesa in campo con la consapevolezza di essere inferiore, denunciando una carente autostima, che si è evidenziata già dalla lettura delle formazioni. I campioni d’Europa in carica presentano in squadra 8 giocatori di madrepatria Spagnola, la Roma solo un italiano.

5) Il 6-1 è un risultato tennistico, e non lo si può vendere come un risultato ininfluente solo perché la Roma è ancora in corsa per un posto all’urna di Nyon …

6) L’Italia è un paese che attinge dalle sue tradizioni e dalle sue antiche culture i principi per governare il futuro.

Giochiamo un calcio antico, superato, obsoleto, non crediamo nei giovani e diamo fiducia ai vecchi, perché siamo dei conservatori estremisti. La Roma di stasera è figlia della solita mentalità italiana del “era meglio prima”.

Non è vero che era meglio prima, non è vero che prima gli stadi erano meno pericolosi, che i giocatori erano più forti. Non è un caso che il nostro campionato all’età media più alta. Maradona, il Milan di Sacchi, la FIAT sono tutte belle storie da ricordare, ma il presente è un altro. Il presente è Messi, Barcellona, Mercedes…..

Stasera non ha perso solo la Roma 6 a 1, stasera ha perso l’Italia e chi non se ne capacita ancora, cambiasse sport, comprasse una racchetta… ma anche Panatta ha appeso la scarpette al chiodo.

Rivoluzione!!!




Articolo scritto da: Valerio Romano
Pubblicato il: 25 novembre 2015
Categoria: Champions League
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