Quando si entra nella fase calda del mercato: la Serie A 2015/2016 ai raggi x

Calciomercato Serie A 2015 2016“L’estate è appena iniziata, mancano ancora due mesi alla fine del calciomercato”: questo avremmo detto il primo luglio 2015, e sembra che da allora sia passato un minuto o poco più; invece ci ritroviamo nel bel mezzo del mercato d’agosto e non sappiamo nemmeno come il tempo sia potuto passare (anche quest’anno!) così velocemente.

Occorre dunque riflettere un attimo su ciò che è stato fatto finora e soprattutto su ciò che andrà fatto in questi ultimi giorni di mercato, quelli che, si sa, sono i più infuocati e di conseguenza appassionanti: esaminiamo in particolare la situazione delle 20 squadre che prenderanno parte alla Serie A prossima a prendere il via.

ATALANTA: Sulla scia degli anni passati la società orobica ha intenzione di raggiungere una comoda salvezza per poi puntare, come da quando il calcio è calcio, si dice, a qualcosa di più, e in questa direzione si è mossa la società da poco orfana del direttore Pasquale Marino. Ma attenzione, perché sono partiti i due giovani più interessanti, Baselli e Zappacosta, entrambi con destinazione la sponda granata di Torino, e di sostituti specifici non solo a livello qualitativo, ma anche quantitativo non ne sono arrivati, sebbene la storia insegni che spesso e volentieri dei giocatori possono non essere sostituiti, sopperendo alla loro assenza con un cambio di modulo o ( cosa che oggi non accade quasi mai) con un giovane della primavera. Per essere più sicuri di poter rimanere nella massima serie servono però almeno altri tre acquisti: un terzino, magari un ventenne di buone prospettive, che sappia fare bene più che altro la fase difensiva, un centrocampista che colmi il vuoto lasciato da Baselli (soprattutto se dovesse partire anche Cigarini), e qui uno come Aquilani sarebbe stata un’occasione da cogliere al volo, invece di lasciarlo andare all’estero, e infine un difensore centrale che prenda il posto di Benalouane, finora il miglior affare del club nerazzurro, ceduto per ben sette milioni. Il nome che circola con più insistenza è quello di Toloi. Si rivelerebbe senza dubbio un grande colpo, ha già esperienza del campionato italiano, sa fare bene il suo mestiere e costerebbe poco meno di quanto ricavato dal Leicester. Intelligenti, infine, l’acquisto dell’attaccante di scorta Monachello e la resistenza alle varie offerte ricevute per Sportiello.

BOLOGNA: Appena tornato in Seria A e già vuole dimostrare che la cadetteria è stata solo un episodio isolato: tanti e importanti i nomi fatti per rinforzare un po’tutti i ruoli, ma tanti, anzi troppi, anche i rifiuti ricevuti. Per ora sono da segnalare solo l’arrivo di Brienza, che ha fatto bene a Cesena ma come in tutti i casi una stagione positiva conta pochissimo se non addirittura nulla, e che quindi avrà da sudare parecchio, e di Mirante, ma su questo caso come su tutti i giocatori ex-Parma messi sotto contratto dai vari club è meglio stendere un velo pietoso per non risvegliare il ricordo dello scandalo che di recente ha colpito i ducali. Certo che già solo Destro, dato per vicinissimo alla firma, farebbe fare un bel balzo in avanti, se poi la rosa si completasse pure con un centrocampista e un difensore sui livelli del quasi ex attaccante della Roma allora i felsinei potrebbero addirittura aspirare al ruolo di squadra rivelazione del prossimo campionato.

CARPI: Un punto interrogativo vero e proprio: una squadra che ha “ammazzato” la scorsa Serie B e che si appresta alla sua prima stagione in A, che però è ben diversa; ma questo i dirigenti sembrano averlo capito piuttosto bene, dato che i vari Brkic, Marrone, Lazzari, Wallace, Spolli, Martinho, Matos e Gabriel Silva sono tutti profili “da salvezza”. Bisognerà aspettare il campo, la rosa è più o meno completa, un centravanti esperto da una decina di gol come Borriello o Gilardino completerebbe l’opera già di per discreta. Peccato solo non aver puntato su un giovane portiere italiano come Bardi o, meglio ancora, Scuffet.

CHIEVO: Ogni anno rischia la retrocessione e poi si riprende e conclude la stagione in bellezza: sfido chiunque ad immaginare una storia diversa anche quest’anno, specialmente ora che M’Poku e Pepe hanno completato la rosa sopperendo alla partenza di Schelotto. Ottimo affare la cessione di Zukanovic che è stato ampiamente valorizzato.

EMPOLI: Dopo una stagione ammirata da mezza Italia sarà difficile ripetersi anche perché i protagonisti, ossia Valdifiori, Sepe, Rugani e Hysaj, non ci sono più. La squadra ancora non è completa, in attacco servirebbe uno che affianchi Maccarone e a centrocampo è indispensabile un regista dai piedi buoni, vedremo cosa accadrà ora che è stato accumulato un certo tesoretto.

FIORENTINA: Un mercato gestito maluccio, complice anche il difficile inizio con l’addio a Montella e la vicenda Salah. Molte le partenze importanti, come, oltre a quella dell’egiziano, quella di Pizarro, anziano sì ma sempre mente del centrocampo, dello stesso Aquilani, di Savic e Gomez che per un prestito con un diritto di riscatto così basso poteva anche essere trattenuto, tanto peggio dell’anno scorso non poteva fare, pochi gli arrivi, Sepe all’Empoli andava benissimo, alla Fiorentina già parliamo di un altro pianeta, Astori viene da una stagione travagliata, solo Mario Suarez è stato un acquisto azzeccato; vedremo a fine Agosto quale sarà la situazione, per adesso si spera nel ritorno di quello che in teoria è il miglior calciatore italiano, Giuseppe Rossi.

FROSINONE: Vale lo stesso discorso fatto per il Carpi, è un’incognita, può fallire come può essere una piccola sorpresa in stile Empoli: Verde e Leali vanno bene in un contesto del genere, possono esplodere, cosa che già avrebbe dovuto fare Longo, difficile che possa rendere con costanza, meglio quindi acquistare un attaccante da Serie A come Gilardino.

GENOA: Rivoluzione, come ogni anno, pure ora che viene da una stagione positiva: il Genoa è così, lo sappiamo. Tra Gennaio e Giugno-Luglio ha venduto tutti i protagonisti dell’anno passato ad eccezione di Perotti (che però è ancora lì lì per partire) e Perin. Considerando che è quasi impossibile che tutti gli uomini ceduti renderanno nelle loro nuove squadre come con Gasperini, si può dire che almeno abbia venduto bene, e a dir la verità i nuovi arrivati possono tranquillamente sopperire in qualche modo alle varie partenze, di certo però ripetere il sesto posto è quasi impossibile.

INTER: Pare sia diventata forte, fortissima, e poi le amichevoli vanno tutte o quasi a catafascio; è vero, “calcio d’Agosto non ti conosco”, ma ciò fa un bel po’ riflettere: le spese sono state ingenti, se i risultati non arriveranno sarà un problema. Troppo sopravvalutato il seppur bravo Kondogbia, il vero colpo è Miranda, mentre Montoya, Murillo e anche il fragile Jovetic rappresentano delle belle incognite. Difficile capire come si voglia puntare su Perisic perdendoci altri soldi quando già si aveva Shaqiri che poteva solamente migliorare rispetto ai suoi primi deludenti mesi interisti.

JUVENTUS: A volte è più complicato mantenersi ad altissimi livelli che non arrivarci: è quello che punta a fare la Juve, certo che le partenze di Pirlo, Tevez e Vidal non aiutano. I soldi ci sono, per questo ci si è permessi di scommettere alto su Dybala, che alla fine l’anno scorso ha fatto tredici gol, mica trenta (“ma al Palermo” può dire qualcuno, ma la squadra se si è forti conta relativamente almeno per quanto riguarda le prestazioni personali) riuscendo per la prima volta ad imporsi laddove non gli era riuscito nemmeno in Serie B, e si sta cercando un trequartista di livello, sebbene Goetze e Draxler sembrino sfumati, per il resto Khedira va bene perché è arrivato a parametro zero, l’avessero dovuto pagare per poi trovarselo quasi sempre infortunato sarebbe stata una sconfitta economica e sportiva, mentre Mandzukic può fare lo stesso numero di gol di Tevez come può finire col diventare l’alternativa di Morata.

LAZIO: Una stagione positiva conclusasi con l’approdo alla Champions richiederebbe degli sforzi sul mercato per non essere una meteora: la Lazio invece ha fatto poco e niente, come al solito tanti svincolati e giovani ma nessun colpo vero; in compenso se ne è andata una bandiera come Ledesma. Certo, mantenere Candreva, Felipe Anderson e Biglia già sarebbe molto, ma un giocatore forte per ruolo sembra indispensabile se ci si vuole riconfermare, o almeno provarci.

MILAN: Dopo due stagioni disastrose non è che si potesse fare meno di ciò che è stato fatto dalla società rossonera in questa sessione: gli unici ruoli in cui si poteva non operare erano i terzini e il portiere, per il resto serviva una mezza rivoluzione, che, in parte, è stata già portata molto avanti. Manca ancora qualcosa, però: in difesa Romagnoli va bene, è giovane e forte, ma 25 milioni sono una cifra senza dubbio esagerata, così come i paragoni con Nesta, per un ragazzo del ‘95 con alle spalle un solo vero campionato, a centrocampo vale più o meno lo stesso discorso per Bertolacci, mentre in attacco sembra sia stato sistemato tutto, fermo restando che la suggestione Ibra è un capitolo a parte. Per completare la rosa l’ideale sarebbe un Witsel in mezzo al campo e un altro centrale forte da affiancare al giovane ex- Roma e Sampdoria.

NAPOLI: Mandare via Benitez è stata una mossa azzeccata, non tanto perché non sia un buon allenatore ma perché è evidente che col calcio italiano c’entri poco e niente; sostituirlo con Sarri si rivelerà la mossa giusta? Da un lato hanno preso un allenatore umile, modesto (qualità che non sembra, ma sono fondamentali) e tutto sommato capace, di sicuro l’attenzione per la difesa sarà di tutt’altro livello, c’è da vedere però l’impatto del tecnico con la sua prima piazza importante e con giocatori strapagati e famosissimi. La campagna acquisti finora è stata guidata da una logica simile a quella che ha portato alla scelta del mister: prendere calciatori da squadre di medio- basso livello, con costi non elevatissimi, per andare a comporre una rosa che possa competere almeno per i primi tre posti. E continuerà sulla stessa linea d’onda, visto che gli obiettivi ora più caldi sono gente come Vrsaljko, Maksimivic (che però già costa di più), Saponara e Soriano. Che questa sia la strategia giusta non lo possiamo sapere adesso, se si rivelerà tale complimenti vivissimi a Giuntoli, comunque vada resta un’ottima gestione economica considerando anche che si è dovuto fare a meno dei 30 milioni per il mancato accesso alla Champions League.

PALERMO: Una stagione positiva non sempre è seguita da un bis, anzi spesso il rischio è quello di fallire ogni aspettativa: è quello che rischia il Palermo, che ha fatto tanti soldi con la giusta cessione di Dybala ma non ha comprato nessun nome di spicco, certo che se i nuovi acquisti si rivelassero dei buoni giocatori allora sarebbe diverso; l’importante ora è non dare via pure Belotti, o perlomeno sostituirlo con uno all’altezza. Per concludere Caldirola e/o Tonelli completerebbero benissimo il pacchetto arretrato.

ROMA: All’inizio pareva ferma, legata in modo indissolubile alle tante cessioni di cui ancora oggi alcune sono necessarie, il solo acquisto di Iago Falque nel’ambito dell’operazione Bertolacci non soddisfaceva nessuno perché assai difficilmente potrà ripetersi. Poi l’arrivo improvviso di Szczesny e da lì si è sbloccato tutto, con gli acquisti di Salah, che è vero che ha fatto solo sei mesi ottimi e nemmeno con grande continuità, ma è anche vero che quello che ha fatto nelle partite migliori è stato straordinario, e di Dzeko, uno con cui si va sul sicuro, e per pochi soldi, poi (pochi per modo di dire, ovviamente)! La cessione di Romagnoli, a quelle cifre, è stato un altro grande colpo, adesso si sistemerà la corsia sinistra con Digne – non ci starebbe male un arrivo anche di Adriano a Gennaio, quando il Barcellona potrà venderlo senza troppe remore – per poi dedicarsi all’acquisto di due centrali, vista la partenza pure di Yanga-Mbiwa: due riserve, è vero, ma dovranno essere comunque sul livello quasi dei titolari, per tale motivo non è ben comprensibile come si voglia puntare su Gyomber, che bene che vada farà la fine di Spolli, mentre per il ruolo di terzino destro sarebbe inutile Bruno Peres visto che il ruolo è già coperto (molto molto bene) da Florenzi e dai suoi rincalzi Maicon e Torosidis. Infine le cessioni: come detto ce ne sono ancora di indispensabili, soprattutto in attacco, dove Destro, Doumbia e due se non tre esterni sono di troppo: se per i due centravanti in qualche modo va solo trovata la squadra giusta- Destro è vicinissimo al Bologna – per gli altri bisogna prima capire chi può partire, visto che Gervinho ha poche richieste e poi sta facendo bene, Ljajic non può andar via per le nuove norme sulle rose e Iturbe dopo l’investimento di un anno fa non può mica essere svenduto: ecco perché la mossa più intelligente sarebbe stata quella di risparmiarsi l’acquisto di Falque e la conferma di Ibarbo.

SAMPDORIA: Ripetersi sarà difficile, soprattutto se si comincia la stagione perdendo 4-0 con una squadra serba, ma il mercato non ha dato ne tolto nulla: all’addio di Eto’o ha risposto Cassano, a quello di Obiang Fernando, a quello di Okaka Bonazzoli; ma bisognerà vedere cosa dirà il campo, di sicuro l’idea Balotelli sarebbe intrigante ma “pericolosa”, vista anche la convivenza con Fantantonio. Chissà.

SASSUOLO: Che possano essere loro, quei ragazzi con la maglia a strisce nere e verdi, la rivelazione del prossimo campionato, un po’come il Genoa lo scorso anno o il Parma due stagioni fa? Sì, può essere, perché la squadra di Di Francesco in due anni ha mostrato una crescita continua e, fatta eccezione per Zaza che purtroppo andrà, proprio nell’anno dell’Europeo, a scaldare la panchina dello Juventus Stadium, non è partito nessun giocatore di rilievo: in più è stato strappato a una folta concorrenza Defrel, chissà se si ripeterà, e poi i vari Duncan, Pellegrini e Politano sono approdati nell’ambiente giusto per crescere. Forse un ultimo sforzo per un terzino soprattutto in caso di addio a Vrsaljko, quantomeno per non trovarsi con troppi pochi uomini nel ruolo, e la rosa sarebbe a posto.

TORINO: Due anni a buonissimi livelli e buone speranze per la prossima stagione: questo è il Toro, che ha dato via Darmian col rischio di vederlo giocare poco alla corte di Van Gaal, ma ha preso gente come Baselli, Zappacosta e Avelar che non sono niente male. Mantenendo Bruno Peres, che serve di sicuro più a Ventura che a Garcia, non ci sarebbe nemmeno bisogno di fare altre operazioni, magari giusto un rinforzo davanti.

UDINESE: Tanto per cambiare nessun grande nome tra gli arrivati, uno tra i “partiti”: Allan è stato ceduto davvero bene, ora sta a Sarri fargli ripetere la bella stagione fatta l’anno scorso. Magari fra uno-due anni Iturra e Ali Adnan varranno pure loro più di dieci milioni, per ora c’è solo da sperare per i tifosi friulani; attenzione a Zapata, al Napoli aveva una media- gol davvero niente male.

VERONA: Probabilmente Toni non potrà rifare ventidue gol, ma niente paura, tifosi veronesi: Pazzini una quindicina ne può regalare, basta non pestarsi i piedi col grande campione del mondo del 2006. Per il resto bene Albertazzi, già nell’ambiente, e Viviani, merita un posto da titolare Bianchetti, in caso contrario Bonera o Bocchetti o anche tutti e due vanno più che bene: un altro acquisto per il centrocampo poi e la squadra sarebbe a posto.




Articolo scritto da: wallpaper
Pubblicato il: 14 agosto 2015
Categoria: Calciomercato, Serie A

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