Il calcio italiano: una crisi economica e di giovani talenti

calcio italianoIn Italia, il gioco del calcio rappresenta notoriamente lo sport più praticato e chiacchierato in assoluto, ma la crisi economica non ha risparmiato il settore tanto amato dagli italiani.

In realtà, il problema non è solo questo. Basta connettersi ad Internet ed accedere ad un qualsiasi social network per rendersi conto di come il tifoso viva le recenti vicende calcistiche con un velo di nostalgia: l’uscita prematura della nostra Nazionale dai Mondiali brasiliani e gli scoraggianti risultati sportivi conseguiti in campo europeo, da parte dei club di casa nostra, rappresentano soltanto i primi avvertimenti di una crisi che sembrerebbe non dipendere soltanto dalle questioni economiche.

Ormai, gli anni in cui il Milan collezionava trofei, dominando in Europa e nel Mondo, sono soltanto un ricordo. Gli ultimi successi italiani, targati “Inter”, risalgono al 2010, con le vittorie della Uefa Champions League e della Coppa del Mondo per club.

Per tutta questa serie di ragioni, dunque, è fondamentale muoversi alla svelta per rianimare il sistema calcio, fissando nuove regole che consentano di sostenere economicamente le società sportive, sollecitandole ad investire sui nostri talenti.

In questa direzione, i primi passi sono stati compiuti dalla FIGC: la nuova riforma, approvata nei giorni scorsi, infatti, sembra che sia stata messa a punto proprio per favorire importanti investimenti sui vivai nazionali. Innanzitutto, a partire dalla prossima stagione le rose delle squadre di Serie A saranno composte soltanto da 25 giocatori: ben 4 di essi dovranno essere cresciuti nel nostro Paese e altri 4 nel vivaio del club di appartenenza. Inoltre, il giovane extracomunitario potrà essere tesserato soltanto se residente in Italia: è necessario che sia entrato nel nostro Paese con i genitori, per ragioni diverse da quelle sportive, e che abbia frequentato la scuola per almeno 4 anni. Si aggiunge, poi, che tali calciatori non potranno essere utilizzati per sostituire un nuovo calciatore extracomunitario, in quanto tale sostituzione sarà consentita soltanto in presenza di un contratto da professionista, stipulato da almeno 3 anni.
Relativamente all’acquisizione di nuovi calciatori extracomunitari, infine, le società potranno tesserare soltanto due giocatori, a condizione che uno sostituisca un extracomunitario e l’altro fornisca un curriculum sportivo, che accerti almeno 2 presenze in lista gara ufficiale nella stagione in corso o 5 presenze in lista gara in carriera.




Articolo scritto da: Francesco Aloisio
Pubblicato il: 26 novembre 2014
Categoria: Calcio News

4 Commenti

  • Davide S. ha detto:

    Direi che l’autore dell’articolo ha colto nel segno, quando afferma che per dare nuova linfa al sistema calcistico italiano bisogna darsi una svegliata; da troppo tempo l’Italia del pallone non arriva lontano, dopo i vittoriosi mondiali del 2006 si è andati incontro a un declino indecoroso; le vittorie del Milan (2007) e dell’Inter (2010) sono state solo eventi sporadici (e per giunta nel 2010 l’Inter era zeppa di stranieri), così come la finale degli europei del 2012, raggiunta da una nazionale piena di giocatori bravi ma povera di giovani abituati a grandi palcoscenici. Inoltre ci abbiamo rimesso il quarto posto in Champions in favore della Germania (che al contrario è un esempio da seguire), e da tempo le squadre italiane non superano i preliminari di Champions, salvo rare eccezioni, per non parlare dell’Europa League, che (a parte quest’anno) è stata considerata solo un impegno di troppo. Speriamo che questa riforma possa dare una scossa al movimento calcistico italiano!

  • francesco ha detto:

    Grazie per il complimento.

  • Erika Vettori ha detto:

    Ciao Francesco, credo che attualmente il panorama calcistico italiano sia privo di talenti veri e propri. Ci auguriamo tutti che le cosa possano migliorare. In fondo abbiamo bisogno di nuovi Del Piero, Totti e via dicendo. Un abbraccio

  • francesco ha detto:

    Ciao Erika, ti ringrazio per il commento e ovviamente condivido in pieno la tua opinione: la triste notizia è che stiamo assistendo all’estinzione del classico trequartista, in grado di farci esaltare con le sue giocate. Hai fatto bene a ricordare Del Piero e Totti, che sono stati grandi campioni, ma, come hai fatto intuire tu , la lista è molto più lunga: non dobbiamo, infatti, dimenticarci di giocatori meno noti, che militavano in squadre inferiori, come Morfeo, Fiore, Doni ed altri ancora, che oggi avrebbero reso il nostro campionato decisamente più interessante.
    Saluti e grazie.
    Francesco

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