Bayern, la fine dell’incubo

Il trionfo di Wembley è ancora sotto gli occhi di tutti, ma soltanto un anno fa nessuno avrebbe immaginato un epilogo del genere per la Champions League 2012-2013.

Bayern MonacoEppure è iniziato proprio quel 19 maggio 2012, proprio nella casa dei bavaresi, il cammino verso la conquista del trono d’Europa.

Quel giorno, l’immagine più ricorrente, l’emblema dello stato d’animo dei tifosi tedeschi, era il pianto di Bastian Schweinsteiger, reo di aver fallito il rigore che ha poi spianato la strada al trionfo del Chelsea.

Episodi come quello possono anche segnare la carriera di un calciatore, soprattutto in funzione della reazione dei tifosi. Eppure i supporter del Bayern, al primo giorno del raduno estivo per la nuova stagione, hanno subito intonato cori a favore del loro idolo ed eroe “Schweini”.

E’ stata questa probabilmente la miccia che ha innescato la rabbia e la voglia di andare a prendersi quello che la sfortuna sembrava voler negare al Bayern.

Il resto, e non è poco, lo ha fatto Yupp Heynckes, un tecnico esperto, poco pubblicizzato, che ha saputo risvegliare nei suoi giocatori quella voglia di vincere, di dominare gli avversari.

E’ un Bayern diverso quello che si presenta alla nuova stagione. Diverso negli uomini, con l’arrivo di giocatori come Dante, Mandzukic e lo strapagato Javi Martinez, pronti a dare il loro contributo nel corso della stagione.

Non a caso sono stati proprio questi 3 giocatori, a dare al Bayern la svolta che mancava.

Il difensore brasiliano ha dato maggiore equilibrio a tutto il reparto, che così poteva permettersi due terzini di spinta come Alaba e Lahm.
Lo spagnolo è diventato lo scudiero ideale di Schweinsteiger, formando una diga di centrocampo capace di unire quantità e qualità in un doppio concentrato di pura classe.

L’attaccante croato, è stato forse l’uomo simbolo del nuovo Bayern. Capace di unire corsa,tecnica e forza fisica, è diventato il terminale ideale per aprire gli spazi e convertire in rete le giocate dei vari Robben, Ribery, Muller e Kroos.

Dopo una fase a gironi relativamente facile, la banda di Heynckes fa subito capire di cosa è capace battendo l’Arsenal all'”Emirates Stadium”, infliggendo un 3-1 che può essere sintetizzato in lezione di calcio, con un risultato persino bugiardo rispetto alle occasioni create.

Nella gara di ritorno, il Bayern esce sconfitto 2-0, con i Gunners di Wenger che sfiorano l’impresa e creano l’illusione che, dopo tutto, i tedeschi non sono poi così forti.

E’ quello che sperano i tifosi della Juventus, all’indomani del sorteggio che li vede opposti proprio alla banda di Heynckes.

Qui comincia il vero capolavoro firmato Bayern, che elimina con un doppio 2-0 i bianconeri fino a quel momento imbattuti, mentre in semifinale demolisce letteralmente il Barcellona, che sembrava essere un ostacolo insormontabile.

Il 7-0 al netto dei due incontri inflitto ai blaugrana, dà la totale dimensione della forza del Bayern Monaco, che senza correre praticamente alcun rischio, cambia in 2 partite l’intera gerarchia del calcio europeo.

E così si arriva alla finale di Wembley, l’ultimo atto, la gara della verità.

Di fronte c’è il Borussia Dortmund, la vera sorpresa della competizione, che ha eliminato il superfavorito Real Madrid, e che con il suo gioco spumeggiante e veloce è arrivato a contendere la Champions League ai rivali bavaresi.

Il Bayern ha tutto da perdere: il trofeo, la credibilità europea conquistata, il fardello delle 2 finali perse, al cospetto di un Borussia che col suo allenatore Klopp prova a realizzare un sogno.

Al termine dei 90 minuti però, è Heynckes a gioire, grazie a un gol all’ultimo respiro firmato da quel Robben che aveva sulla coscienza un rigore sbagliato nei tempi supplementari nell’ultimo atto della drammatica finale di Monaco.

Al fischio finale esplode la gioia del funambolo olandese, di Ribery, di Mandzukic, di capitan Lahm e di quel Bastian Schweinsteiger che stavolta piange lacrime di gioia, nella cornice straordinaria di una finale, della Champions League che torna ad essere “bavarese”.




Articolo scritto da: Giuseppe Cerbarano
Pubblicato il: 31 maggio 2013
Categoria: Champions League
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