Il limbo dell’Arsenal tra il vorrei ma non posso…

Quando penso a quelle maglie rosse e bianche originate dai “cannonieri“, i fondatori di questo storico team capisco il perché di così tanti tifosi sparsi in tutto il mondo!

Arsenal, logoSquadra storica di grande successo negli anni ’70, prima squadra di Londra per numero di trofei e terza d’Inghilterra dietro a Liverpool e Manchester United..

Che dire, i suoi periodi di successi li ha passati, i suoi campioni li ha avuti, tra cui Charlie George, Eddie Kelly, Alan Ball (campione del mondo pagato la cifra record di 220,000 sterline!!), ai più recenti Vieira, Kanu, Overmars, Ljungberg, Bergkamp, Henry, Fabregas, Nasri, Van Persie.

Tutti questi campioni e poco vittorie recenti hanno fatto chiedere a molti perché si continui ad andare avanti con Wenger dal 1996 (eh si ragazzi da ben 16 anni sulla panchina dei Gunners).

Il concetto della società è semplice: continuare a sfornare giovani talenti a costo quasi pari a zero consente alla società di rivenderli al prezzo doppio, triplo o anche moltiplicato di svariati milioni di sterline. Il tutto non sarebbe possibile se non con un allenatore che ci sa fare con i giovani e che sappia comunque di poter essere confermato l’anno successivo senza avere obblighi di vittoria se non quelli del raggiungimento delle Coppe europee a fine anno.

Questa formula ha funzionato con qualche vittoria degna di grandi scelte oculate da parte di Wenger nel 2006 ma da lì in poi non si sono più alzati trofei (persa anche la finale contro il Barcellona quando era ancora all’anno zero) e qualche sfottò di altri allenatori – vedi Mourinho che critica a Wenger la non capacità di vincere.

Investimenti sui giovani si sono fatti, ma soprattutto sul settore giovanile, che è uno dei migliori a livello europeo (il 50% della rosa è costituita da giovani del vivaio) da dove sono usciti talenti del calibro di Fabregas, Walcott, Flamini, Gallas e Van Persie che è arrivato giovanissimo e ora è stato venduto all’apice della sua carriera dopo molti anni in cui è cresciuto in modo esponenziale in terra londinese.

Il trend degli ultimi anni con l’arrivo dei magnati in Inghilterra (vedi Chelsea e City) però, è stato quello di perdere i propri campioni senza dovuti rimpiazzi immediati causa politica interna dell’Arsenal dove si mira a valorizzare i giovani.

Così arrivano le prime proteste dopo anni dei tifosi “cannonieri”, i primi cori contro Wenger (qui è osannato come un Dio) e le sconfitte si susseguono (come non ricordare la sconfitta in finale di FA Cup contro il Birmingham con gol di una vecchia conoscenza del calcio italiano’Martins).

Wenger dopo questo sta provando a cambiare la linea verde della società basata ora sugli inglesi che si spera resistano al richiamo di terre straniere per rimanere nella propria isola felice. Esempi sono quelli di Walcott, Gibbs, Oxlade-Chamberlain… speriamo che questo funzioni e basti a calmare la voglia e la fame dei tifosi londinesi…




Articolo scritto da: Joshua Rasia
Pubblicato il: 19 febbraio 2013
Categoria: Calcio News
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