Juve: analisi di un calo

Un punto in due partite con in mezzo la non convincente prova di Coppa Italia contro il Milan.

Juventus FC, logoÈ un dato di fatto che la Juve non sia più quella di inizio stagione, quando la squadra inanellava prestazioni convincenti e condizione fisica eccellente.

Provando ad analizzare il momento non felicissimo della squadra di Conte, non si può prescindere a parziale scusante l’assenza di alcuni giocatori chiave dello scacchiere di Conte.

L’acciaccato Vucinic alle prese con una caviglia malconcia alla caccia della migliore condizione (fondamentale quando è in forma, il montenegrino è il giocatore di maggior talento della squadra, nonché il giocatore che si è maggiormente calato nel credo tattico di Conte, che chiede agli attaccanti sacrificio e dinamismo), l’infortunio di Marchisio, il top player del centrocampo juventino, l’assenza per la Coppa d’Africa del fortissimo Asamoah, la mancanza al centro della difesa della fisicità e della esperienza di Chiellini, il pesante lavoro atletico di Conte fatto svolgere alla squadra a gennaio completano il quadro.

Anche lo scorso anno la squadra ebbe un calo in questo periodo dovuto all’accumulo di acido lattico a seguito del pesante richiamo atletico imposto da Conte. Con il ritorno della situazione alla normalità e con magari l’arrivo di Llorente a gennaio a dar manforte alla Juve nei tre impegni Champions – Coppa Italia – Campionato, la Juve potrà respingere gli attacchi al suo trono di detentrice dello scudetto da parte in questo momento delle temibilissime e fortissime Lazio e Napoli, in grado di rendere il prosieguo del campionato avvincente e incerto.




Articolo scritto da: Stefano Lollobrigida
Pubblicato il: 14 gennaio 2013
Categoria: Serie A
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