Schalke 04: colpiti e affondati

Ebbene sì, la finale di Champions League di quest’anno sarà la perfetta fotocopia di quella del 2009, fatta eccezione per il diverso scenario: teatro dell’ultima vittoria europea del Barcellona era stato l’Olimpico di Roma, mentre ad ospitare il prossimo incontro-scontro tra le formazioni che dopo due anni si riconfermano le più forti della competizione sarà il Wembley Stadium di Londra, dove il Manchester potrà quantomeno sentirsi a casa.

L’esito della semifinale di ritorno tra gli uomini di Ferguson e i tedeschi dello Schalke risulta anche più scontato del previsto. Infatti già dopo il primo gol dei Red Devils, segnato al 26’ del primo tempo da Valencia che trasforma un’ottima palla filtrante di Gibson, la formazione di Gelsenkirchen comincia a mostrare i primi segnali di cedimento.

Sembra resistere soltanto capitan Neuer, straordinario nella gara d’andata e protagonista anche ieri su un paio di tiri alti. Dopo la paperissima che al 32’ porta in gol un sorprendente Gibson, però, anche lui sventola bandiera bianca.

L’unica scintilla dello Schalke si nota sul finire del primo tempo, quando la difesa dello United, che in questa occasione manca un po’ di reattività, lascia entrare nella propria porta una fortunata palla di Jurado.

La prima frazione di gioco termina così sul risultato di 2-1, e da questo momento in poi per il Manchester la partita si farà sempre più in discesa.

Fra l’altro gli inglesi giocano senza molti dei loro uomini chiave –Vidic, Ferdinand e Rooney su tutti-, tenuti a riposo per la prossima gara di campionato contro il Chelsea. Ma non risentono affatto di queste assenze, che con un’altra squadra di fronte sarebbero state sicuramente troppo azzardate.

Comunque sia, nel corso del secondo tempo proprio uno come Anderson, che non è certo tra le eccellenze, realizza addirittura la prima doppietta della sua carriera, andando a trafiggere Neuer prima al 27’ grazie a un’apertura dalla fascia di Nani e poi tre minuti dopo su un facile assist di Berbatov, che non è propriamente una riserva ma di solito non è tra quei giocatori che Sir Alex sfrutta nelle partite di fondamentale importanza, forse perché non riesce ad essere abbastanza decisivo sotto porta. Non a caso lo fa giocare quando sa già di avere la finale in tasca.

Morale della favola: lo Schalke esce dal campo dell’Old Trafford più sbattuto che mai e, mentre Van Der Sar e compagni avvistano finalmente la terraferma e approdano in finale, i tedeschi possono soltanto prendere coscienza della loro sconfitta, neppure così disastrosa se si pensa alle differenze abissali tra le due squadre.

E così anche Neuer, come ogni capitano che si rispetti, affonda con la sua nave, e si consola sperando al massimo che la tanto ambita “coppa con le orecchie” venga vinta proprio dai Red Devils, perché questo significherebbe almeno essere stati eliminati dai più forti.




Articolo scritto da: Valentina De Vito
Pubblicato il: 6 maggio 2011
Categoria: Champions League
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