Schalke 04 – Inter: addio Champions!

GELSENKIRCHEN – Questa volta la Pazza Inter non è riuscita nell’impresa di capovolgere il risultato e di stravolgere la storia: passare il turno dopo un pesantissimo 2 – 5 casalingo incassato, quasi passivamente, la settimana scorsa.

Lo Schalke si è mostrata squadra tosta e ben quadrata, ha preparato la partita in maniera perfetta: chiusa dietro, pressing alto sul portatore di palla e nessuno spazio per l’Inter.

Dal canto loro i nerazzurri di Leo non hanno sfruttato le corsie esterne, accentrandosi sempre e di fatto facilitando il compito dei padroni di casa nel difendere i 4 gol di vantaggio.

I giocatori sono apparsi davvero stanchi, spremuti dal Triplete e dalla rincorsa. Non è questione solo di moduli o di uomini schierati in campo, il discorso è molto più ampio è parte dall’inizio di stagione: mancata campagna acquisti (Pazzini forse all’andata avrebbe rappresentato una valida alternativa) che hanno impedito ai ragazzi di tirare il fiato vista l’età media della squadra di quasi 30 anni.

Possiamo analizzare la partita dalla retroguardia: Julio Cesar è forse il meno colpevole di questa sconfitta, visto che i giocatori dello Schalke hanno messo a segno i loro gol sempre sfondando centralmente.

Maicon è il fratello lontano da quello visto lo scorso anno: devastante sulla fascia come nessun’altro che gli ha permesso di diventare il miglior terzino destro al mondo…quando ha voglia di correre.

La coppia centrale Ranocchia – Lucio è apparsa un po’ spaesata, manca un uomo che guida la difesa: si è fatta bucare centralmente in maniera molto banale.

Nagatomo forse avrebbe dovuto spingere un po’ di più sulla fascia… ma una volta arrivato lì a chi dare i palloni?

Il centrocampo è apparso troppo lento: Thiago Motta non è adatto al ruolo di Plamaker davanti la difesa. Lì serve gente veloce con i piedi, pronta a velocizzare e cambiare gioco rapidamente; Stankovic non è più quello di qualche anno fa, la grinta è la stessa ma il fisico no. Zanetti come sempre ci mette il cuore e fa il suo compito in tutte le gare; Snejder ha portato troppo palla, irritante nel cercare sempre il dribbling permettendo cosi alla retroguardia tedesca di schierarsi ed anche prevedibile.

Il reparto avanzato ha mancato di lucidità: Eto’o è visibilmente stanco non ha inciso mentre Milito è lontano parente di quello che l’anno scorso ha regalato gol a raffica. Pandev, quando è entrato, non ha inciso e Coutinho è solo per i tabellini: giocatore acerbo da far maturare in squadre con ambizioni diverse e con molte meno pressioni.

Sta di fatto che la qualificazione è stata compressa a Milano: in terra tedesca era davvero difficile cambiare i giochi.

Raul poi in avanti fa sempre la differenza: non a caso è il giocatore con più gol nelle Coppe raggiungendo quota 72 con quello di ieri.

All’Inter non resta che tirare il fiato ed aspettare la fine del campionato, giocandosi le ultime possibilità a disposizione, pur se anche qui l’impresa sembra davvero difficile.

Ma c’è ancora la Coppa Italia.




Articolo scritto da: Massimiliano di Cesare
Pubblicato il: 14 aprile 2011
Categoria: Champions League
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