La strada maestra

C’è un forte trait d’union tra l’Inter di Mourinho e quella di Leonardo: il gruppo.

Questa Inter lotta, i giocatori tutti si sacrificano e giocano divertendosi, caratteristiche che mancavano alla prima Inter di stagione, quella in cui Benitez sfidava il fantasma di Mou, uscendone sconfitto.

Era evidente lo scarso impegno e la polemica contro l’allenatore (vedi Chivu a Roma).
Questa situazione stava disgregando i rapporti anche con la società che è corsa subito ai ripari dopo il mondiale per club (Benitez sarebbe a mio parere stato esonerato anche senza lo sfogo post partita che anzi è stato fatto proprio dallo spagnolo per uscire con un minimo di testa alta).

Mourinho e Leonardo, Inter

Mourinho e Leonardo

Leonardo ha saputo raccogliere con umiltà il lavoro di Mourinho dandone valore estremo e cercando di applicare quello che più è riuscito al portoghese, ossia il feeling umano, più che il gioco scintillante.

L’Inter ha il dovere, per il blasone e la storia che la contraddistingue, di continuare il suo ciclo vincente e il mestiere della società è quello di capire quando questo obiettivo è a rischio e qual’è la via maestra da percorrere.

Leonardo era stato accolto tra i dubbi della piazza interista che vedeva il Leo come il milanista che svernava ad Appiano Gentile e i milanisti che lo individuavano come traditore della patria rossonera.

Già nella conferenza stampa di presentazione si avvertiva la gioia di quella nuova avventura e l’umiltà con cui si era reso disponibile a confrontarsi con il fantasma di Mou senza cercare di abbatterlo ma rendendosene complice.

Tatticamente la squadra è tornata al rombo con Stankovic vertice alto in attesa di Snejider, e con il trio Thiago Motta-Cambiasso-Zanetti a distruggere e costruire.
Leonardo si affida anche alla vecchia guardia in difesa dove da fiducia a Cordoba lasciando fuori Ranocchia (per lui uno scampolo a Catania e in coppa 90 minuti con il suo ex Genoa). In questo modulo “paga” Goran Pandev uno dei 3 di Mou che non parte dall’inizio ma che è sempre un giocatore importante nello scacchiere della squadra.

4 gare per Leo e 4 vittorie con San Siro che torna uno stadio mourinhiano (3 vittorie) e la rimonta di Catania che ha dimostrato il carattere dell’Inter che, sono certo, con Benitez certe gare non le avrebbe mai recuperate (vedi Verona con il Chievo).

Adesso per l’Inter un trittico in campionato mica male: Cesena al Meazza nel recupero, Udine e Palermo in casa, e se l’Inter dovesse uscirne con 9 punti, allora il Milan deve cominciare a preoccuparsi.




Articolo scritto da: Sandro
Pubblicato il: 18 gennaio 2011
Categoria: Calcio News
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