La vecchia guardia tiene in vita l’Italia: 1-1 con la Romania

Klagenfurt (Austria). L’annus horribilis della nazionale si chiude con un misero pareggio per 1-1 in amichevole contro la Romania, tuttavia indolore se solo pensiamo alla sciagurata spedizione sudafricana di qualche mese fa.

Dopo la parentesi delle qualificazioni per i prossimi europei, riparte dalla cittadina austriaca il progetto di riportare la nazionale ai vertici del calcio europeo e mondiale. Con l’Italia vista ieri stasera, possiamo ben dire che questo progetto, affidato da luglio all’egida di Cesare Prandelli, sia ancora in fase preliminare.

Il Mister è in vena di esperimenti e schiera dall’inizio i quattro debuttanti: Ranocchia, Balzaretti, Ledesma e Diamanti. Si rivedono Santon, Aquilani e Balotelli. Il grande assente è Cassano.

Calcio. Italia - Romania 1-1

Italia - Romania 1-1

Fin dalle prime battute, gli Azzurri faticano ad assimilare il 4-3-1-2 proposto dal Ct e soffrono il pimpante agonismo degli avversari. L’inedito trio offensivo composto da Diamanti, Rossi e Balotelli non riesce mai ad arrivare dalle parti del portiere Pantilimon, anche a causa del pressing dei rumeni sul centrocampo azzurro, che fatica a produrre gioco.

Al 34’ arriva il vantaggio degli uomini di Razvan Lucescu (figlio del più ben noto Mircea), grazie al centravanti dello Stoccarda Ciprian Marica, abile a non fallire l’appuntamento con il goal a tu per tu con Viviano. Prandelli inizia ad incitare i suoi e la reazione degli Azzurri si concretizza con uno spunto di Balotelli: l’attaccante del Manchester City decide di tirar fuori tutto il suo talento e la sua forza fisica, liberandosi da solo di due avversari e impegnando per la prima volta Pantilimon, al 44’.

La ripresa coincide con gli inserimenti degli ex campioni del mondo Pirlo e De Rossi. A fargli posto sono due nuovi volti del gruppo azzurro, Ledesma e Diamanti. Prandelli decide che occorre più cattiveria sotto porta e getta nella mischia anche Gilardino al posto di Giuseppe Rossi, in azzurro sempre più la brutta copia del calciatore che incanta le platee spagnole.

Il match cambia volto. Gli Azzurri iniziano a girare come non avevano mai fatto nella prima frazione e vanno in rete proprio con il neo entrato Gilardino, ma il tutto viene annullato dall’arbitro austriaco Einwaller‎ per il giusto offside dell’attaccante della Fiorentina. Mister Prandelli capisce che è il momento giusto per premere sull’acceleratore e richiama in panca uno stremato Balotelli per un arzillo Quagliarella. L’attaccante della Juventus dimostra il buon periodo di forma che sta attraversando con il suo club, mettendo subito in difficoltà la retroguardia avversaria con una mezza rovesciata che purtroppo si perde a lato.

Gli Azzurri dopo qualche fiammata si spengono di nuovo, fino al minuto 82, quando Pirlo riaccende la luce per il pareggio: calcio d’angolo dalla sinistra battuto dal centrocampista del Milan, colpo di testa di Quagliarella e deviazione decisiva di Marica, che, di fatto, fa tutto da solo nella serata di Klagenfurt.

Ci sarebbe ancora una manciata di minuti da giocare, ma il match termina sostanzialmente qui. Forse il risultato più giusto che rispecchia l’andamento del match. Un tempo per parte, o meglio, Azzurri in campo solo nella ripresa.

Prandelli prende, incarta e porta a casa il pareggio, che gli consente di continuare la serie positiva.

Sicuramente meno contenti Rafa Benitez e Claudio Ranieri, che registrano gli infortuni di Cristian Chivu, costretto ad abbandonare il terreno di gioco dopo un quarto d’ora a causa di un guaio muscolare, e di De Rossi, uscito zoppicante al 77’.

La domanda sorge spontanea per il Ct della nazionale: meglio affidarsi al nuovo, anche se in rodaggio, oppure all’usato sicuro?

Di certo c’è che il 2010 azzurro si chiude con il magro bilancio di 3 sole vittorie (di cui una a tavolino per 3-0 ai danni della Serbia per gli scontri di Genova), 6 pareggi e 3 sconfitte.

Troppo poco per un team quattro volte campione del mondo. Per il prossimo biennio, invece, non possiamo che augurarci che il cielo di Kiev, sede della finale di Euro 2012, possa prendere esempio da quello di Berlino nel 2006, tingendosi d’azzurro.




Articolo scritto da: Marco Frattino
Pubblicato il: 18 novembre 2010
Categoria: Calcio News
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