Robinho e Ibra al Milan, Italia alle Elezioni Anticipate

Esiste un metodo certo e infallibile per capire se siamo in odore di elezioni anticipate?
Certezze assolute non ne esistono ma se dopo l’acquisto di Ibrahimovic rimanevano pochi dubbi adesso dopo Robinho ancora meno.

Zlatan Ibrahimovic Milan

Zlatan Ibrahimovic

La riunione o braccio di ferro tra Bossi e Berlusconi ha portato il premier ad escludere Casini per volere del Senatùr e a rimandare ancora per un po’ le elezioni. Quel che è certo è che è altamente probabile che questo governo, in linea con la tradizione italiana, non arrivi a fine legislatura.
Tuttavia Berlusconi scalda i motori, si prepara e pensa : come agire? In tv, sui giornali, nei talk show? No, molto meglio. Visto che esiste un’arma assai più efficace, ovvero il Milan, usiamolo.
Per questo il premier ha deciso l’acquisto di Ibrahimovic.

Non c’è dubbio che dal punto di vista economico l’affare sia una follia totale, anche perché è lecito chiedersi dove ha trovato i soldi improvvisamente una società che a luglio piangeva le casse vuote e che si consolava con gli arrivi del 34enne Yepes a parametro zero, di Amelia e Boateng in prestito dal Genoa e di Papastathopoulos a poco più di 4 milioni.

Facendo due calcoli sommari, il Milan spenderà nei prossimi quattro anni 64 milioni lordi più bonus di ingaggio per un solo giocatore, di 29 anni. Più 24 milioni di cartellino: totale 88 più bonus.

Esclusi naturalmente i soldi spesi per l’affare Robinho. E queste sono le cifre ufficiali, magari per il giramondo Ibra, sottobanco, di milioni ne sborseranno 60. Tanti soldi per un nome altisonante, pochi invece ne sono stati spesi negli altri reparti dove il Milan a dir la verità sembra carente. Ma si sa, a volte un grande nome fa più scalpore rispetto a investimenti sensati ed equilibrati.

D’altronde quando acquistò Ronaldinho e fece vestire la maglia rossonera a David Beckham, Silvio aveva sempre in mente questo schema, ma lo fece in maniera disordinata.
Andò a caccia prima di un fantasista (il brasiliano), poi di uno in grado di dare geometria alla squadra (l’inglese), ma in entrambi i casi mancava il disegno complessivo, segno che Berlusconi era distratto e forse appagato da un ciclo di governo lungo e quasi sempre senza degni avversari sul campo della politica.

Quando invece Berlusconi si dedica al Milan facendo balenare il suo guizzo, mettendo sul piatto parecchi soldi e soprattutto una determinazione che non si vedeva da molto tempo, questo significa che è entrato in una fase in cui la strategia ha la predominanza su tutte le altre sfaccettature del suo funambolico carattere.

Un po’ come fece a Gennaio 2009 durante la vicenda Kakà-Manchester City. All’epoca si disse che lo sceicco Al Mansour, proprietario dei Citizens, (che tra l’altro detiene circa il 7% di Mediaset, coincidenza?) fece pervenire al Milan un offerta di 100 milioni per il brasiliano e mentre il Milan tergiversava e i tifosi rossoneri erano terrorizzati all’idea della partenza del loro idolo, il buon Premier per risolvere la questione intervenne rifiutando l’offerta inglese (sempre che sia esistita) e con tanto di proclama televisivo disse che Kakà restava al Milan, salvo poi venderlo sei mesi dopo al Real per poco meno di 70 milioni.

Il Milan di Silvio Berlusconi quindi marcia a tappe forzate dritto verso le elezioni anticipate, che presumibilmente si terranno nelle prime fasi del girone di ritorno con Zlatan capocannoniere, Robinho primo negli assist e Fini alla guida del suo nuovo partito autonomo.

Il “piano Ibra” dunque pare avere un senso, esiste, e forse è più articolato e meno banale di quanto non lo si voglia far apparire. Berlusconi sta semplicemente lavorando ad allungare la sua avventura, anzi, sarebbe meglio dire che sta preparando il terreno alla successione di se stesso a se stesso. Mentre il PD nella persona di Bersani ripete continuamente che “il governo non dura”, nel mondo berlusconiano stanno accadendo cose che la sinistra fatica a metabolizzare, comprendere, elaborare e far proprie.

Quando si avvicina la scadenza elettorale, soprattutto se anticipata, il Cavaliere di Arcore si butta sul pallone con lo spirito giovanile di Pippo Inzaghi. Non potendo giocare, compra. Compra di tutto, dai parlamentari ai fantasisti brasiliani. Fa niente se fino a ieri piangeva miseria. Magari una mattina ha cambiato pantaloni e si è trovato in tasca 42 milioni di euro spicci. Allora tanto vale spenderli.

Si vive una vita sola. L’importante è viverla a palazzo Chigi.




Articolo scritto da: Mino Lomonte
Pubblicato il: 3 settembre 2010
Categoria: Calcio News
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