La tripleta di Mourinho

Tripletta di Josè Mourinho

Josè Mourinho in lacrime

Chi diceva si, chi diceva no, chi diceva forse. Mourinho è un vincente? E’ evidente che sia un vincente.

Dopo aver realizzato l’ennesima impresa realizzata con l’Inter vincendo Scudetto, Coppa Italia e Champions League (neanche la Juve di Moggi c’era riuscita), lo “Specialone” abbandonerà la nave nerazzurra oppure resterà per guidarla verso altre mete e vittorie?
Certo l’abbraccio in lacrime tra Marco Materazzi e l’allenatore, fa trapelare qualcosa.

Mourinho oltre ad un allenatore è stato uno psicologo e potremmo dire uno psicologo con i fiocchi, dato che è stato capace di inculcare nell’animo nerazzurro una mentalità da squadra vincente, alla pari di Barca, Chelsea, Manchester Utd e molte altre. Una Inter così non si vedeva da parecchi anni, neanche quando Mancini ha portato alla vittoria dello scudetto l’Inter per ben due volte, ma non è bastato, ci voleva quel qualcosa in più, che fa pendere l’ago della bilancia dalla parte della “Tripleta”.

Merito dell’allenatore, sicuro, e sempre a lui va il merito di aver consigliato al presidente Moratti che sono stati fondamentali per le vittorie dell’Inter; acquisti come Sneijder, Milito e Lucio.

Milito re del Genoa, ora re dell’Inter, re della Champions League.
Lui c’è sempre, come un guastafeste. Nel gol dell’ultima giornata di campionato a Siena, all’Olimpico contro la Roma nella finale di Coppa Italia e nella finale di Champions League.
Mou e Milito, Milito e Mou sono loro i sogni proibiti dalle squadre di tutto il mondo. Tutti li vorrebbero in squadra, nessuno li vorrebbe come avversari.
Mourinho, d’altra parte, già in passato in un intervista espresse il suo desiderio di allenare la nazionale portoghese a fine carriera, ma prima voleva concedersi un’altra tappa dopo quella italiana, ovvero la Spagna.
Certo dell’Italia avrà un gran ricordo. La nostra società corrotta, i torti arbitrali, l’odi et amo con Balotelli e il gesto delle manette.

Un po’ presuntuoso, arrogante o forse siamo noi italiani troppo orgogliosi per farci prendere in giro da un portoghese venuto in Italia a riportare un po’ di sano calcio come quello degli anni ’50 ?

Fatto sta che l’Italia è terra di poeti, scrittori, letterati, artisti,critici e sapientoni, uno psicologo ci mancava, anche se portoghese.




Articolo scritto da: Walter Di Fiore
Pubblicato il: 26 maggio 2010
Categoria: Calcio News
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