Derby della Capitale nel segno di Mirko Vucinic

Sono le ore 18.30 di domenica 18 aprile 2010, il sole sta calando per lasciar spazio ai riflettori dell’Olimpico.

Derby della Capitale Lazio-Roma 1-2 del 18-04-2010Cosa c’è nella capitale una festa? Molto di più il derby della capitale Lazio – Roma, più volgarmente conosciuto come la sfida tra le Aquile contro i Gladiatori.

Il derby delle conferme come Vucinic da una parte, che decisamente regala i 3 punti ai giallorossi e Rocchi dall’altra che tiene a galla gli uomini di Reja, almeno per la prima metà del match.

Comincia la gara e la difesa della Roma viene beffata subito da Tommaso Rocchi, che in contropiede batte il portiere Julio Sergio con un tiro preciso nell’angolino basso.

Cala il gelo sui tifosi romanisti.

Totti e De Rossi, colonne della Roma, sono nervosi e nel giro di pochi minuti vengono ammoniti entrambi. Così nel secondo tempo Ranieri decide di sostituirli, lui che di derby ne ha vissuti parecchi.

Inizia il secondo tempo e dopo pochi minuti rigore per la Lazio, il primo posto sembra sempre più saldo nelle mani dell’Inter.

Ma si sà quando il destino inizia a scrivere, l’uomo non può far altro che osservare, come Sergio Floccari che osserva il portiere brasiliano della Roma respingere il tiro dal dischetto.

Neanche a farlo apposta dopo pochi minuti l’arbitro concede un calcio di rigore alla Roma.

Non c’è il capitano, ma c’è l’uomo della Provvidenza Mirko Vucinic che realizza il pari per i Gladiatori.

Ranieri sente il profumo di vittoria e dice ai suoi di premere sull’accelleratore.

Messaggio ricevuto da Vucinic il trascinatore, che alla mezz’ora su un calcio da fermo punisce Muslera impotente sulla bomba innescata dal montenegrino.

Come tutti i derby è stato un match spettacolare. Non sono mancate le azioni, i gol, le emozioni ma anche le delusioni come Totti e De Rossi i due capitani giallorossi.

Se Vucinic non fa pesare l’assenza di uno come Totti, la Roma è veramente da scudetto?

Tra i tiforsi romanisti c’è scaramanzia e Ranieri oltre che allenatore, grande tifoso recita il “Non succede, ma se succede”. In fondo con un Inter così irriconoscibile in campionato, dovuto anche agli sforzi immani prodotti dai nerazzurri nelle partite di Champions, potrebbe succedere.




Articolo scritto da: Walter Di Fiore
Pubblicato il: 23 Aprile 2010
Categoria: Calcio News
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