Tre Punti per la Roma che Vince ma Ancora Non Convince

Un’atmosfera pesante, quella che si respira all’Olimpico di Roma: le tribune pressoché vuote ed una curva sud che continua la contestazione nei confronti della squadra e della società.

AS RomaFischi per i giocatori che si riscaldano, fischi durante la lettura della formazione giallorossa, sono episodi già accaduti a Roma. Ma oggi succede ben altro: durante l’inno di Venditti, i tifosi della Roma restano seduti, cantano ma in modo distratto e disinteressato, la squadra sembra averli privati di quella passione che ogni domenica li faceva “piangere e abbracciare ancora”.

Inizia la partita, ma per i tifosi c’è bisogno ora di un altro tipo di contestazione: espongono uno striscione che invoca giustizia per Stefano Cucchi, il ragazzo morto in circostanze sospette all’interno del carcere.

Sei minuti di silenzio, poi si inizia a cantare contro la squadra prima e contro Rosella poi.

Nel frattempo in campo non succede molto, la Roma perde spesso palla al centro campo e subisce i contrattacchi del Bologna, bloccati bene da un Mexes in giornata. In fase di attacco i giallorossi sono lenti, costruiscono gioco ma sono spesso imprecisi e poco incisivi, così come già si era visto ad Udine, primo tiro dell’avversario e goal subito. Anche questa volta la partita è tutta in salita, Adailton mette in rete al 31’ un pallone ben servito da Di Vaio. Uno scroscio di fischi.

Solo 3 minuti più tardi però, arriva il pareggio e il tanto agognato goal di Mirco Vucinic, che stavolta davanti al portiere non sbaglia.

Niente cori, niente gioia, i tifosi continuano a fischiare la loro squadra. Finisce il primo tempo con la Roma che prova ad attaccare un Bologna che copre bene gli spazi. I giocatori vanno negli spogliatoi: finora l’unico che sembra aver svolto bene il suo lavoro in campo è il lupetto Romolo, la mascotte giallorossa che continua a salutare un pubblico arrabbiato ed incredulo. In curva volano palloncini con scritte che inneggiano un cambio di società, e quando inizia il secondo tempo molti assopiti dalla noiosa prima frazione di gara, neanche se ne accorgono.

Nel silenzio dell’Olimpico la Roma confeziona il secondo goal che nasce da un contropiede costruito bene da Pizarro. Il cileno lancia Menez che scarica il destro, ma il portiere del Bologna Viviani non si fa sorprendere, allontana però la palla non abbastanza da evitare il tap-in vincente di Perrotta. Stavolta i tifosi esultano timidamente, ma allo speaker che inneggia il nome del centrocampista romanista, che nel festeggiare il goal distrugge con un calcio la bandierina dell’angolo, i tifosi rispondono con altrettanti fischi e cori ironici come “Vinceremo il tricolor!”.

Grazie al vantaggio, i giallorossi giocano con maggiore tranquillità e scioltezza, e tranne alcuni minuti intorno al 70’ in cui il Bologna cerca di agguantare il pareggio, la Roma riesce a gestire la partita e controllare il risultato fino alla fine, offrendo anche qualche spunto interessante con Mexes dai calci d’angolo e con un tiro deviato in angolo di Baptista, subentrato al 71’ ad un applaudito Menez.

L’arbitro fischia la fine della partita, la Roma ritrova tre punti fondamentali per la classifica, ma ai tifosi non basta: continuano i fischi che sovrastano quel “grazie Roma” che all’Olimpico non si sentiva ormai da troppo tempo.

Nel week-end di Halloween la Roma non ha fatto un’ altro “scherzetto” , ma ha regalato un piccolo “dolcetto” ancora troppo amaro però per i suoi tifosi che scoraggiati per una stagione iniziata veramente male sono ancora in grado di divertirsi, mentre tornano a casa dallo stadio: da una macchina spunta la testa di un ragazzo coperto da una maschera di Halloween che urla e canta “fatece largo che passamo noi, ‘sti giovanotti de ‘sta Roma bella!”




Articolo scritto da: Cindy
Pubblicato il: 2 novembre 2009
Categoria: Calcio News
Argomenti: ,

Lascia un commento