Serie A, Chi E’ Il Più Forte?

Campionato Serie A 2009-2010In Italia manca appena un mese all’inizio del campionato di serie A 2009-10, e i tifosi aspettano con impazienza la redazione dei calendari (che avverrà mercoledi’ 29 luglio), ma soprattutto la prima giornata, che prenderà il via il 23 agosto e che vedrà tutte le partite giocarsi in notturna per via dell’afoso clima estivo, che ha recato non pochi problemi alle squadre nelle scorse stagioni.

L’attesa è pero’ resa ancor più rovente dalle discussioni ai bar dello sport, dove si dibatte su chi ha una marcia in più nel torneo che inizierà a breve: inutile dire che l’Inter di Josè Mourinho sia da classificare tra le favorite, essendo reduce da tre scudetti conquistati sul campo e avendo dimostrato nella scorsa stagione di vantare ancora un’importante superiorità nei confronti di Juve e Milan; la squadra bianconera, pero’, non è rimasta a guardare, anzi pare proprio che Jean-Claude Blanc e Alessio Secco si siano mossi sul mercato più di Oriali e Branca: già alla fine della scorsa stagione hanno siglato l’accordo con il Werder Brema per godere delle prestazioni di Diego, che trascinato la propria squadra fino alla finale di Coppa Uefa, “rivestito” di bianconero Cannavaro, che pur non essendo più quello dei mondiali tedeschi è sempre un giocatore che merita rispetto e soprattutto fiducia, e proprio alcuni giorni fa portato a Torino Felipe Melo, destinato a formare con Sissoko una mediana stellare.
Ciro Ferrara è chiamato ad una missione non semplice, ma ha a disposizione un organico importante, ancora più forte della scorsa stagione.

La Juventus è quindi favorita d’obbligo insieme all’Inter, impreziosita dagli innesti di Motta e Milito e coinvolta dallo scambio IbrahimovicEto’o, due giocatori che sono entrambi fuoriclasse, ma che hanno sostanziali differenze: il primo tecnicamente e fisicamente immenso ma inesistente nelle partite da coltello tra i denti, il secondo incapace di produrre gioco come lo svedese ma al contrario risolutore in positivo delle partite importanti (con 2 gol in 2 finali ha regalato altrettante Champions al Barcellona) per poi non parlare dei gol messi a segno quest’anno nel trio da oltre 60 gol. Sarà un’Inter diversa, che non avrà più quella che è stata la sua punta di diamante e che ha risolto diverse partite( su tutte Parma-Inter del ’07-’08), ma che potrà una buona volta competere con le grandi d’Europa per la conquista della Champions, essendo Mourinho più consapevole delle capacità dei propri dopo un anno in cui l’Inter ha si’ dominato in campionato ma anche deluso nella massima competizione europea.

Accanto a Inter e Juventus, poi, un posto è riservato di consueto al Milan, per il suo blasone e per i grandi trofei che conserva nella propria bacheca, ma è anche vero che la squadra di Leonardo non puo’ essere considerata all’altezza delle altre grandi: pesa come un macigno sul giudizio dei tifosi e degli esperti di calcio la cessione di Kakà, la prima in assoluto per motivi esclusivamente economici, che potrebbe essere seguita da quella di Pirlo al Chelsea; nonostante gli innesti di Onyewu e Thiago Silva, i rossoneri continuano ad avere il proprio tallone d’Achille nella difesa, la cui unica nota positiva è data dal recupero di Nesta; Leonardo, per quanto sia preparato e abbia un buon legame con i giocatori, ha bisogno di molto tempo per imprimere alla squadra un gioco accettabile ad alti livelli, anche se la vitalità di Ronaldinho e i gol di Inzaghi fanno ben sperare per una stagione che si annuncia difficile.

La lotta non puo’ limitarsi comunque alle prime tre: la Fiorentina di Prandelli, pur avendo perso Melo, è ormai una squadra di alta classifica e potrebbe regalarsi due fasce esplosive con Ebouè a destra e Vargas, ormai lontano dalla crisi di inizio stagione e perfettamente inserito nei meccanismi di gioco viola, a sinistra, oltrechè godere di un attacco che promette scintille con Gilardino, reduce da una stagione in doppia cifra, Mutu a pieno regime dopo l’infortunio e un Marchionni in più.

La Roma di Spalletti è affamata di riscatto, dopo una stagione deludente che visto i giallorossi fuori dalla Champions dopo 3 stagioni e soprattutto in preda alle vicissitudini societarie, con i Sensi costretti a vendere la società e il mancato accordo con la cordata svizzera guidata da Flick e rappresentata da Vinicio Fioranelli che ha paralizzato le mosse di mercato: un solo acquisto, Guberti, la necessità di reperire una punta di peso, desiderata da tempo da Spalletti, ma soprattutto di battere cassa (il primo indiziato è Aquilani, richiesto dal Liverpool).

De Laurentiis non ha mai speso cosi’ tanto in una sessione di mercato per il suo Napoli, con almeno un acquisto (e che acquisto!) per reparto: De Sanctis in porta, Zuniga e Campagnaro in difesa, Cigarini a centrocampo e Quagliarella in avanti. I nuovi arrivati non sono meno importanti di chi c’è già: Hamsik che vuole tornare ai suoi massimi livelli dopo un girone di ritorno difficile, Denis che nelle amichevoli lotta su ogni pallone per guadagnarsi la fiducia e rimanere in azzurro, ma soprattutto colui che dopo Maradona ha fatto più discutere Napoli, ovvero Ezequiel Lavezzi.
Il talento argentino, al pari dei suoi compagni di squadra, ha registato un ritorno da dimenticare, dopo un’andata giocata praticamente a mille, ma le voci di mercato che volevano Juventus e soprattutto Liverpool su di lui hanno incrinato il suo rapporto con la dirigenza, al punto che il giocatore ha addirittura disertato l’ultima seduta dell’anno volando in Argentina e scrivendo una lettera ai tifosi, dove affermava di sentirsi mancato di rispetto dalla società. Adesso Lavezzi è in ritiro, ma ci vorrà molto di più per tornare nelle grazie del presidente, che ultimamente ha espresso parole molto dure nei confronti dell’attaccante, criticandolo per la discontinuità nel rendimento e per il carattere indisciplinato; Donadoni, comunque, ha tutti i requisiti non solo per poter gestire al meglio un giocatore dai mezzi importanti ma come detto sopra discontinuo, ma anche per portare i suoi giocatori a svolgere un campionato importante.

La Lazio, al di là dell’ingaggio in panchina di Ballardini, non ha fatto grandi cambiamenti ma i malumori di Pandev, De Silvestri e Ledesma, vogliosi di cambiare aria, potrebbero turbare l’ambiente di una squadra capace comunque di conquistare nelle scorsa stagione la Coppa Italia, senza la quale si sarebbe parlato di un fallimento, visto il piazzamento in campionato lontano dalle posizioni di vertice nonchè dalla zona europea.

Il Genoa è chiamato alla difficile conferma dopo uno stupendo campionato, Walter Zenga alla prima conferenza stampa con il Palermo ha detto di puntar allo scudetto: ambizione forse un po’ azzardata, ma sicuramente la squadra rosanero, giocando con più personalità e attenzione, potrà qualificarsi tranquillamente per l’Europa.

Guardando verso il basso Siena e Cagliari puntano sull’usato sicuro, con Giampaolo e Allegri, rivelazione tra gli allenatori al suo primo anno in A, trattenuto non facilmente come il collega di Bellinzona, che alcuni hanno detto essere stato prenotato dalla Roma per fronteggiare l’allora possibile trasferimento di Spalletti alla Juve.

Il Parma di Guidolin è riuscito nel difficile compito di tornare in A e in avanti, dopo la partenza di Cristiano Lucarelli, punta su Paloschi e Vantaggiato, per non scendere più in B, il Bari di Ventura promette impegno e dedizione ai suoi tifosi per poter regalare loro una lunga permanenza in A e il suo gioiello, il ritrovato Barreto, ha dato spettacolo e soprattutto un gran contibuto in fatto di reti nella scorsa stagione con Guberti, ma puo’ fare altrettanto anche quest’anno con Langella e Meggiorini, che con i suoi gol ha trascinato alla salvezza in B il Cittadella e che nelle amichevoli ha già mostrato proposii bellicosi.

A Livorno si sogna l’arrivo di Donovan, ma Gennaro Ruotolo deve pensare a trarre il massimo dall’organico che ha a disposizione, un organico non da qualificazione in Europa League ma neanche da retrocessione, con un centrocampo e una difesa collaudati e un attacco che promette scintille con la bandiera Lucarelli che si aggiunge alla fantastica coppia Diamanti-Tavano: l’importante è giocare ogni partita con attenzione e capitalizzare al massimo le proprie potenzialità, cosa che i labronici non hanno fatto nelle scorse due stagioni, retrocedendo prima con appena 16 punti in casa e tornando in A solo grazie ai play-off, dopo tantissimi pareggi, soprattutto in casa, ottenuti anche contro avversarie abbordabili.

Non hanno cambiato molto neanche Chievo e Bologna, anche se il mercato dei felsinei potrebbe subire un’importante accelerata dopo l’acquisto del pacchetto di maggioranza da parte dell’imprenditore albanese Taci, mentre i gialloblù sono riusciti a mantenere Pellissier e si avviano ad un’altra stagione in A, essendo ormai abituati ai miracoli.

L’Atalanta ha sopperito alle partenze di Cigarini e Floccari con Edgar Barreto e un certo Acquafresca, voglioso di mettersi in discussione e di realizzare un altro campionato da doppia cifra, e colmato il vuoto lasciato in panchina da Delneri con Angelo Gregucci, che ha voglia di gloria e riscatto dopo 3 stagioni al Vicenza con risultati che non lo hanno soddisfatto fino in fondo.

Il Catania, con l’esordiente Gianluca Atzori, sa che la semplice salvezza basterà a far gioire i suoi tifosi, che hanno potuto godere l’anno scorso di una salvezza anticipata dopo aver sofferto fino all’ultima giornata (o meglio fino al secondo tempo dell’ultima giornata) per 2 anni di fila, e si spera che le partenze di Baiocco e Stovini, oltrechè di Spinesi, non penalizzino troppo una squadra che comunque si è mossa molto sul mercato e che tra l’altro non sarà al completo in avvio di stagione, visti gli infortuni di Ledesma e del nuovo acquisto Barrientos: sta come di consueto a Mascara tenere le redini della squadra, con in porta il campione del Sudamerica Andujar, in difesa l’ormai affermato Silvestre a centrocampo Biagianti chiamato ad un’altra stagione importante e in attacco Morimoto che ha già detto di non accontentarsi della doppia cifra. 7

Infine due squadre che non sono certo indiziate per la retrocessione, che si sono indebolite o rischiano di indebolirsi: la Sampdoria si è affidata a Gigi Delneri che ha ottenuto 2 salvezze consecutive con l’Atalanta, ma si fanno molto insistenti le voci che vogliono Cassano a Milano, sponda Inter, mentre le partenze di Campagnaro e Raggi costringono i blucerchiati a ridisegnare la difesa.

L’Udinese ha incassato l’addio di Quagliarella e ha rischiato anche di perdere Di Natale, cercato dal Parma, e soprattutto D’Agostino, che dopo i corteggiamenti di Juventus e Real Madrid considererà la propria permanenza all’Udinese lo spreco di una grande occasione.

L’augurio più comune è che si possa assistere, inutile dirlo, ad un campionato senza episodi di violenza, ma soprattutto pieno di spettacolo e di colpi di scena, e che alla fine vinca e retroceda chi dimostra di meritarlo.

Godiamoci l’estate, andiamo al mare e in vacanza: l’importante è che si sia pronti per il 23 agosto, per un’altra stagione da ricordare.




Articolo scritto da: Michele Patanè
Pubblicato il: 28 luglio 2009
Categoria: Calcio News
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