Alessandro Diamanti: Da Calciatore Meno Pagato della Serie A a Stella del Calcio Mercato Estivo 2009

Il mancino 26enne, che ha portato il Livorno in A con i suoi gol, sogna un doppio salto in avanti. Alessandro Diamanti, il nuovo uomo-mercato: “Voglio il massimo…”

Alessandro Diamanti bacia la MoglieI luoghi comuni. Anche dopo aver trascinato il Livorno in serie A, Alessandro Diamanti dovrà battere i luoghi comuni. Quelli che un po’ lo tormentano, soprattutto quando segna gol come quello al volo (di destro, lui che è mancino) nel 3-0 contro il Brescia: “Diamanti splende”. O quelli che in passato ne hanno un po’ frenato la carriera: non più tardi di due anni fa, nella squadra della sua città, a Prato, “Alino” era ancora considerato un talento puro (come un diamante, manco a dirlo) ma un po’ una “testa calda”, uno che non ha il carattere giusto per sfondare.

E invece a Livorno, dove le teste calde non mancano e magari fanno sentire Alino uno di loro, Diamanti ha ripreso in mano il filo e si è cucito addosso un’altra storia.

Al primo anno in A, 26 presenze e 4 gol: quello su punizione alla Roma del 19 aprile 2008 (1-1 all’83’) decide mezzo scudetto. Il Livorno retrocede, ma Diamanti dimostra di poterci stare, a certi livelli, dopo aver girato mezza toscana: Prato, Empoli, Fucecchio, Florentia e ancora Prato con l’intermezzo lombardo dell’AlbinoLeffe.

Ora, dopo un campionato da 16 reti in 38 gare (con 8 ammonizioni e 2 espulsioni, certo, ma non si può avere tutto), Diamantinho torna in A con qualche medaglia di più sul petto:

“Non ho vergogna a dirlo. Due anni fa ero il giocatore meno pagato in A: 50 mila euro. Adesso? Sono nelle mani del presidente Spinelli. Io sono molto ambizioso, ho già perso troppo tempo e voglio arrivare al massimo che posso. Spero di farlo al Livorno o altrove. Sappiamo che Inter e Milan cercano giocatori stranieri e non italiani. Sicuramente non mi metto in corsa per questi grandi club, nemmeno ci faccio la bocca…”.

Spinelli, che lascerà la società nelle mani del figlio, sa che una coppia come Tavano-Diamanti potrebbe anche sciogliersi. Ma sa anche che giocatori (e caratteri) di questo tipo possono rendere molto meglio in una realtà come quella livornese che ai margini di qualche squadra più ambiziosa (e Tavano tra Valencia e Roma se ne è già accorto):

“Mi piacerebbe che Diamanti rimanesse con noi — dice il presidente — ma se capita una grande squadra non puoi dire di no. Con noi comunque ha un contratto di cinque anni e anche l’ingaggio è stato aggiornato per la serie A”.

Alino è nato il 2 maggio come Beckham, è cresciuto nel culto di Baggio, è a Livorno anche grazie agli uffici dell’amico Fabio Galante e da poco è diventato papà di Aileen. Il suo mondo, almeno per adesso, sembra tutto in Toscana.

A dicembre gli chiesero quale fosse il suo desiderio nel calcio: “Giocare con il mio amico Maccarone (ora al Siena) “, rispose lui, spontaneo e magari un po’ naïf.

I luoghi comuni si possono anche dribblare.




Articolo scritto da: Paolo Tomaselli, Corriere della Sera 22-06-2009
Pubblicato il: 22 giugno 2009
Categoria: Calciomercato
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