I Padroni del Calcio Sono Oltremanica

Se parliamo di calcio inglese l’obiezione è inevitabile: quanti inglesi ci sono nelle squadre inglesi? Obiezione accolta in parte, ma nonostante ciò il confronto tra la Serie A e la Premeir League è imbarazzante. Perché in realtà a fare la differenza non sono i calciatori, ma il sistema. Se analizziamo diversi fattori è evidente come cambia la prospettiva dell’avvenimento-calcio tra noi e loro.

Innanzitutto in Italia quando arriva il bus della squadra avversaria la polizia si schiera in assetto antisommossa. L’insulto (quando va bene) è preventivo, pesante e continuato. A Liverpool per il bus del Chelsea, per i quarti della Champions, c’erano otto stewart e tre poliziotti a cavallo. I giocatori sono passati tra la gente senza essere importunati,se non per gli autografi.

Bandiera ItaliaIn Italia la Juventus si fa lo stadio. Tanti auguri, perché in Italia lo stadio non è un luogo di socializzazione. In Italia il luogo non è lo stadio, ma la partita. Al pubblico italiano interessa arrivare guardare, tornare a casa e non tirare fuori nemmeno un soldo. Qui da noi anche i miliardari pretendono i biglietti omaggio.

Bandiere Gran BretagnaIn Inghilterra il club è tuo, e poi ci stupiamo se i loro stadi si riempiono sempre alla fine. In Italia (escludendo le nefandezze razziste) il rapporto cori a favore della propria squadra-insulti a quella avversaria (o all’arbitro) è di 20 a 80, in Inghilterra di 95 a 5.

Per quanto riguarda il fair play possiamo dire che Chelsea Liverpool è finita 4 – 4 perché la gara si è svolta senza tante interruzioni per giocatori(presunti) moribondi. Però lì chi resta a terra si fa male sul serio. Gli stessi giocatori, poi, quando sbarcano in Italia, non ci mettono molto ad imparare la nobile arte della simulazione.

Capitolo moviola. Lassù, Oltremanica, la moviola non esiste. Certamente nel dopo partita si parla di arbitri. C’è qualcuno che si arrabbia, ma poi dopo si ritorna amici e si va tutti insieme al pub. In Italia ancora si parla del gol di Maurizio Turone in uno Juventus – Roma (del 1981) determinante per gli esiti del campionato. In Italia c’è un mestiere unico al mondo:il moviolista. E per non parlare poi della moviola alla radio,che non c’è che dire, è fatta benissimo.

Ma pensateci un momento: forse è vero,è utile inventarsi un lavoro in tempi di crisi come questi, ma il problema è che qui lo spettacolo è passato da dentro a fuori, dallo stadio ai media.

Così noi parliamo di pallone, loro invece a pallone ci giocano.




Articolo scritto da: Mino Lomonte
Pubblicato il: 28 aprile 2009
Categoria: Calcio News

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