La Rivincita di Christian Puggioni: Pagavo per Giocare, Ora Paro in Serie A

Il portiere della Reggina nel 2002 restò disoccupato e cercò fortuna, a sue spese, nello Sporting Lisbona di Ronaldo e Quaresma

La rincorsa di Puggioni: “Pagavo per giocare, ora paro in A”

Christian Puggioni, portiere RegginaÈ un portiere, Christian Puggioni, ma la sua specialità è la corsa. O meglio, la rincorsa: nel 2002 era disoccupato e pagava di tasca sua per allenarsi, oggi para in serie A per la Reggina.

La mia carriera sembra quella della pubblicità che dice ‘‘niente è impossibile’’. È iniziata con una salita e poi con una grande discesa. Sono finito sotto zero, poi ho cominciato a risalire. E ora forsemela gusto più degli altri, perché quando perdi qualcosa e poi lo riconquisti lo assapori in modo diverso.

Di giocatori che saltano una stagione, per infortunio o per problemi di salute, ce ne sono diversi. Maquesto 28enne genovese è l’unico tra A e B ad avere un buco nel suo curriculum nell’almanacco Panini e una parolina («Inattivo») a dare un senso diverso a tutto il suo percorso.

Sono cresciuto nella Samp, dai pulcini alla prima squadra — racconta Christian, che è stato anche nazionale under 18 e under 20 con Cassano —. Nel 2002 però la società ha dei problemi economici e si iscrive in ritardo al campionato: io devo passare dal regime pre-contrattuale a quello contrattuale, ma non se ne fa nulla. Così mi ritrovo con il cartellino in mano a metà luglio e l’unica soluzione che trovo è in serie D a Borgomanero. Gioco, resto anche imbattuto per 700 minuti e a fine stagione valuto l’offerta del Siena, per fare la riserva in B. La trattativa salta e io resto senza squadra, allenandomi con l’Equipe Romagna dei disoccupati.

A 21 anni Puggioni non si butta giù. E rilancia:

A quel punto ho investito su mestesso, pagando di tasca mia per rientrare in pista. Grazie a un contatto ho preso un aereo per il Portogallo e sono rimasto in prova per due mesi con lo Sporting Lisbona di Cristiano Ronaldo e Quaresma. Ma avevano tre portieri sotto contratto e quindi sono tornato a casa. Mi allenavo con un amico, e gravavo ancora sulla mia famiglia, che non aveva molte possibilità. I miei genitori però mi hanno detto: ‘”Se pensi di avere le qualità per inseguire il tuo sogno noi ti appoggiamo’”. Così l’estate dopo sono ripartito dal Giulianova in C1 e l’anno seguente a Pisa ho trovato la consacrazione.

In serie A Christian ci arriva a gennaio 2007, dopo tre campionati da protagonista in Toscana. Con la Reggina gioca tre partite. Quest’anno, dopo una stagione a Perugia, è tornato in Calabria, dove ora, con Campagnolo infortunato, lotta in prima linea per la salvezza:

La lezione che ho imparato è semplice: quando ti poni un obiettivo, ti ci devi dedicare anima e corpo, senza farti scoraggiare dalle insidie e senza abbatterti mai, anche di fronte a montagne che sembrano insormontabili.

Per i rimpianti o le recriminazioni non c’è tempo:

Quando vedo certi giovani che arrivano in A e si atteggiano, mi viene da sorridere: se sapessero cosa c’è realmente al di fuori del calcio …

Non tutti se la passano bene però, specie nelle serie minori:

Eppure, pur con stipendi modesti, ho visto compagni comprarsi macchine costose o pantaloni da 400 euro per recitare la parte: una follia, perché poi quando smetti rimane l’uomo, non il calciatore. È solo quello che conta.

E l’uomo Puggioni cosa vede nel suo futuro?

Mi sono iscritto a Giurisprudenza. Nella vita non si mai …




Articolo scritto da: Paolo Tomaselli (Corriere della Sera)
Pubblicato il: 3 marzo 2009
Categoria: Calcio News
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1 Commento

  • SPECCHIERLA ELIO ha detto:

    ancora una volta sartori penso abbia visto giusto complimenti prima al chievo si valuta la personalita del giocatore che sono sicuro non fara rimpiangere sorrentino

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