Candido Cannavò: La Leggenda della Carta Rosa

Candido CannavòUno sportivo dentro e fuori dagli studi sportivi. Un uomo vero, capace di farci emozionare per tanti anni con i suoi commenti d’alta classe.

Forse non sapremo mai ciò che la medicina ha perso, visto che il giovane Cannavò ha deciso di diventare giornalista, ma sappiamo quanto ci ha guadagnato lo sport e noi con lui.

Questo il commento di uno dei piu’ grandi presidenti della storia, Gianni Agnelli.

Si perche’ Candido Cannavo’ fino all’ultimo giorno della sua vita ha dedicato anima e corpo nel suo lavoro.

Nato a Catania nel 1930 inizia subito all’eta’ di 19 anni a collaborare con il giornale “La Sicilia”, ma grazie al suo talento viene ingaggiato dopo pochi anni al “La Gazzetta dello Sport”.

Da quel momento Candido si occupera’ di importanti eventi sportivi tra cui  nove olimpiadi, tre mondiali di calcio, e tantissimi giri d’Italia. Con le sue cronache e commenti d’altri tempi la gente si accorse ben presto del suo talento nel campo sportivo e cosi’, nel 1981, divento’ vicedirettore della Gazzetta dello Sport il cui colore delle pagine divento’ rosa grazie al suo intervento, i ntervento che contraaddistinse e contraddistingue tuttora l’ormai storico giornale sportivo consolidatosi col tempo come il maggiore giornale italiano.

…Il giornalista di lungo corso che dalle colonne della Gazzetta dello Sport, di cui è stato per tanti anni direttore, e dalle più diverse tribune mediatiche, ha raccontato con passione e acutamente divulgato i valori di lealtà e di competizione che hanno reso sempre più popolare il gioco del calcio e lo sport italiano.

Questo invece il commento autorevole dell’attuale Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano.

Candido Cannavo’ non era infatti un semplice sportivo. Si occupo’ della sua terra e dei problemi della societa’ in generale grazie alla sua spiccata sensibilita’, al suo amore per l’Italia, per la patria.

Negli ultimi anni decise di lasciare la direzione della Gazzetta dello Sport per dedicarsi alla scrittura di tre saggi e della sua biografia che e’ rimasto un ricordo indelebile della sua splendida carriera.

Il 22 febbraio 2009, dopo essere stato ricoverato per alcuni giorni all’ospedale Santa Rita di Milano in seguito ad una emorragia cerebrale, si è spento all’età di 78 anni.

Ci manchera’ quest’uomo della sua generazione. Uno dei pochi rimasti ormai appassionato del suo lavoro e che per questo soprattutto non verra mai dimenticato.




Articolo scritto da: Eugenio Galante
Pubblicato il: 24 febbraio 2009
Categoria: Calcio News

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