Josè Mourinho: Speciale e Antipatico, Ma Non Ha Anche Ragione?

Ormai padrone assoluto dello scenario mediatico che circonda l’Inter e non solo, Josè Mourinho ha obbligato tutti a fare i conti con la sua dirompente personalità.

E’ uno che non si tira mai indietro. Una vis polemica fuori del comune che gli ha regalato in gran fretta un plotone di nemici e invidiosi, soprattutto tra i suoi colleghi.

Non ha mai attaccato per primo, Mourinho, ma le repliche sono state sempre stoccate al cuore. Fino alla summa applicata a se stesso e alla sua squadra: “Sappiate che il calcio italiano non mi cambierà mai, né come persona, né come allenatore“.

Il portoghese possiede qualità rare e come tutti gli allenatori all’inizio dell’idillio con Moratti, Mancini compreso, può contare sul pieno appoggio dell’ ambiente che lo circonda. In queste fasi idilliache, Moratti non destabilizza l’ambiente, anzi difende l’allenatore al 101% e lo accontenta anche davanti alle richieste più stravaganti (Quaresma).

Jose MourinhoAncora più (sembrava impossibile) di Roberto Mancini, Mourinho diventa l’immagine dell’Inter, il bersaglio fisso delle polemiche, lo schermo protettivo per la squadra.

E dal punto di vista dialettico è davvero il Numero Uno. Poteva cavarsela con il silenzio, di fronte alle ultime punzecchiature sulla presunta “mancanza di rispetto” nei confronti di Sky, della Rai, della stampa e del Lecce… Invece, ha rialzato il capo con un affondo polemico strepitoso.

Sembra cercarsi i nemici. Prima del derby di domenica scorsa il portoghese ha difeso il suo vice Beppe Baresi, che si era presentato al suo posto in conferenza stampa: “Solo Moratti mi può dire che Baresi non ha lo status per rappresentare la società, non un altro allenatore o un giornalista in tv. Se Moratti me lo dice allora parlo sempre io. Ma io prima di arrivare all’Inter ho indicato in un documento quali collaboratori volevo, con quali funzioni, e in quel documento c’è scritto che una delle ragioni per cui voglio una persona con un determinato profilo, con una storia nel club, è per avere qualcuno che possa rappresentarmi con dignità, con status, con classe davanti alla stampa e ai tifosi. Il problema è che qui non è stato rispettato Giuseppe Baresi“.

Questo perché in Italia non sono accettate le novità, perché in Italia per ogni cosa fuori dalla norma si alza un polverone. Questo perché Mourinho ha espresso una profonda verità sul calcio italiano: “Mi sembra che gli italiani non sono tanto innamorati di calcio come io pensavo, sono innamorati più dello show televisivo. Vedo tutti preoccupati di piccole cose, che nello spettacolo calcio non significano niente, e nessuno preoccupato per uno sport che è importante nel mondo. Nessuno si preoccupa per il fatto che il calcio italiano è considerato un prodotto molto piccolo fuori dall’Italia, non paragonabile alla Premier League. Il Lecce mercoledì ha giocato con 3 portieri e 8 difensori eppure a fine gara tutti si sono preoccupati sul perché a parlare con la stampa è venuto Baresi. Questo è il nostro mondo, che io ho scelto. La decisione di venire in Italia è stata mia, ma pensavo che l\’Italia avesse più passione per il calcio e meno per tutto quello che c’è intorno. Non mi sono pentito comunque di essere venuto in Italia, assolutamente“.

Davanti a tanti “quaquaraqua” del pallone (e fra questi anche qualche allenatore di serie A che dovrebbe guardare in casa sua prima di ficcare il naso in quella degli altri), finalmente uno che dice le cose come stanno… (e per questo i mediocri lo etichettano come arrogante, borioso, antipatico,irrispettoso…).

Mourinho per certi versi ci ha conquistato, perché è uno che dice senza paura verità nude e crude, che non fa della “banalità” il proprio credo, che esce dai canoni conformistici e ammuffiti ai quali siamo abituati da decenni.

Il calcio è un po’ lo specchio del nostro Paese, un Paese che arretra anno dopo anno e non sa rinnovarsi.

Ben venga qualcuno che, anche solo a livello comunicativo, dice cose diverse e innovative. E purtroppo vere. Sostituendosi ai media e a certi sedicenti “talk-show” televisivi della domenica sera che cercano solo gli scoop e la polemica per alzare l’audience, anziché parlare di calcio e dei problemi (tanti…) che da tempo affliggono lo sport italiano.

E Josè manda un altro avvertimento a rivali e critici: “Se non mi toccano, io non tocco nessuno. Se mi toccano sarò pronto a colpire ancora più forte“.




Articolo scritto da: Mino
Pubblicato il: 3 ottobre 2008
Categoria: Calcio News
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