Ronaldinho Resuscitato. Ma è Mai Morto Davvero?

Ronaldinho L’occasione era di quelle importanti: 269esimo derby della Madonnina, Ronaldinho, da grande campione quale è, ha scelto il palcoscenico più scintillante per segnare il suo primo gol in maglia rossonera nonchè la sua prima rete nella serie A italiana.

Un gol d’autore, messo a segno con la preziosa collaborazione di un altro artista del calcio: Kakà. Una perfetta triangolazione che ha spaziato per tutta la metà campo dell’Inter conclusa da un colpo di testa preciso è potente del Gaucho che adesso viene acclamato come ai tempi d’oro del Barcellona: “Ronaldinho è resuscitato” scrivono i vari giornali, italiani e non.

C’è da farsi una domanda però: una resurrezione implica una morte. Ma Dinho è mai morto davvero?

Le stagioni 2006/2007 e 2007/2008 nella Liga spagnola sono state per molti il periodo nero del Gaucho ma è chiaro che è difficile sparare a zero su un Ronaldinho che spesso è volentieri non veniva schierato in campo, un Ronaldinho che aveva ormai rotto con la dirigenza e con, l’allora tecnico blaugrana, Rijkaard.

Non è affatto semplice per un giocatore che gioca a così alti livelli sfoderare le prestazioni che tutti si aspettano da lui quando la società per la quale gioca non ha più fiducia in lui, a dimostrazione di questo c’è anche la parabola di Gilardino che appena uscito da una società che credeva poco nelle sue capacità è tornato ad essere il bomber spietato che a tutti noi piace.

Certo ci sono state tante piccole vicende di gossip sull’ultimo Dinho di Barcellona ma è probabile che ad un certo punto il Gaucho si sia visto intrappolato dal prezzo stratosferico del suo cartellino che non gli avrebbe mai permesso di lasciare quella società con la quale aveva ormai irrimediabilmente rotto.

Ronaldinho ama le feste e ci andava anche quando fu eletto pallone d’oro e FIFA world player solo che, in quel periodo nessuno aveva interesse a fare uscire fuori quelle notizie: nè Dinho che al Barcellona era come un pesce nell’acqua, nè il Barcellona che si fregiava di avere il calciatore più forte del mondo tra le sue fila.

Appena il rapporto si è rotto ecco spuntare le notizie di un Dinho festaiolo e scatenato, infatti il Milan l’ha preso per “soli” 20 milioni di euro.

Dinho arriva al Milan, un pò in ritardo di condizione e gioca in totale due partite e mezzo (più qualche minuto nel finale con la Reggina):
Una partita da 7.5 in pagella quella contro il Bologna alla prima di campionato dove, se il Milan, ha perso la colpa non è certo del Gaucho che mandava inviti al gol continui ai suoi compagni di squadra, la seconda di campionato contro il Genoa dove ha giocato in modo mediocre (ma non dimentichiamo che veniva da un viaggio in sud America con la nazionale brasiliana che lo ha visto giocare due partite e tornare a Milano il giorno prima della gara col Genoa) qualche panchina nelle partite precedenti al derby (Era in ritardo di condizione rispetto agli altri del gruppo, ricordiamo che Ronaldinho è stato pochi giorni a Milanello prima di partire per le Olimpiadi e che solo al suo ritorno ha iniziato i veri allenamenti con i rossoneri), ed infine la suontuosa partita di ieri sera contro l’armata nerazzurra che non riusciva a contenere gli scambi ta Dinho e Kakà, l’altro grande artefice dl successo rossonero.

Per quel poco che ha giocato al Milan, Ronaldinho ha fatto vedere ottime cose, è c’è da scommettere che in realtà non fosse mai morto, aspettava solo la fiducia di una squadra e di una tifoseria, una fiducia che lo farà tornare il calciatore più forte del mondo.




Articolo scritto da: Salvatore Brancaccio
Pubblicato il: 29 settembre 2008
Categoria: Calcio News
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