Tu Chiamale Se Vuoi … Emozioni

Sono già passati 4 anni da quando Marco Pantani è stato trovato morto in una camera del Residence “Le Rose”, ma sembra ieri…

Il Pirata di Cesenatico è ancora vivo nei ricordi dei suoi tifosi, che ancora si chiedono come possa essere accaduto, perchè proprio a lui.

Marco PantaniMarco è entrato nei cuori degli italiani, non per le sue vittorie, ma per il modo in cui le ha ottenute, non per le sue cadute, ma per come ha saputo rialzarsi.

Mille volte sugli altari, mille volte nella polvere, Pantani ha regalato momenti indimenticabili di sport a coloro che si avvicinavano per la prima volta al ciclismo, uno sport che senza il Pirata è tornato quasi nell’anonimato, e che vive i momenti più popolari per le solite cronache di doping.

Ad un certo punto Pantani era diventato il ciclismo…tutti aspettavano le salite, anche nelle tappe di pianura, dove trovare Marco era più difficile, perchè si confondeva con gli altri…ma uno come lui nonsi poteva confondere, e allora inventò la bandana che ad ogni pirata non può mancare!

I suoi scatti, la sua progressione, la sua pelata sudata, via la bandana o il cappellino, tutti gesti inconfondibili agli spettatori, ma ancor di più al resto del gruppo…è il segno che Pantani scappa, via da tutto e tutti, solo contro se stesso e contro il tempo, come lo stesso Marco sosteneva alla domanda: “Come fai ad andare così forte in salita?”…sorprendente la risposta “Per accorciare la mia agonia”.

Era questo che piaceva alla gente, la semplicità dei suoi gesti, che ha reso indimenticabili le sue vittorie così come le sue sconfitte, unite però da sensazioni irripetibili…chiamate emozioni!!!

Come dimenticare la prima vittoria al giro ‘94 a Merano, bissata il giorno dopo all’Aprica quando il giovane non ancora Pirata scattava in faccia a sua maestà Miguel Indurain sul Mortirolo, giungendo solitario al traguardo.

O quando al Tour ’95 l’Elefantino (ribattezzato simpaticamente dai francesi per le sue orecchie a sventola) scala l’alpe D’Huez a velocità doppia rispetto a tutti gli altri, e due anni dopo sulla stessa salita, grida al mondo intero che è tornato con un urlo di rabbia che nessuno dimenticherà più…per molti è la vittoria più bella di Marco, che recupera dopo un tremendo incidente che fa temere il peggio.

Il 1998 è il suo anno, e le emozioni più belle che regala ai tifosi al Giro sono il testa a testa finale con Pavel Tonkov a Montecampione, dove Pantani dimostra tutta la sua caparbietà nei 20 km di salita che lo separano dal possibile successo.

Butta via prima la bandana, poi occhiali e piercing, tutto sembra pesargli e quando tutto sembrava perso chiede a se stesso un ultimo sforzo…”O salti tu o salta lui” questo il pensiero del Pirata, e sappiamo tutti alla fine chi è saltato…è l’inizio di un sogno…il sogno rosa di Marco Pantani!

Al Tour è indimenticabile la tappa Grenoble-Les Deux Alpes: caduta al mattino, pioggia, freddo invernale, neve sulle montagne…sembra una giornata legendaria, e così sarà…Pantani attacca sul Galibier e arriva, come sua abitudine, solitario al traguardo…prima maglia gialla e Parigi dopo 33 anni suona l’inno di Mameli.

Il 1999 è la perfetta sintesi della vita di Pantani…su e giù in un istante.

Incredibile ad Oropa, disarmante a Madonna di Campiglio, quando commentava così l’esclusione al Giro. “Mi sono rialzato dopo tanti infortuni e sono tornato a correre… Questa volta però abbiamo toccato il fondo…Rialzarsi sarà per me molto difficile“.

Probabilmente sono state le parole più sentite della sua vita, perchè fu proprio così, non si rialzò mai più definitivamente, nonostante regalò a tutti noi sprazzi del suo ciclismo emozionante…Mont Ventoux e Courchevel le sue ultime imprese al Tour…nella prima arrivò a braccetto di Armstrong, dopo una serie di scatti respinti dall’americano, nella seconda vinse a modo suo..in fuga…solitario, rispondendo così al texano che qualche giorno prima dichiarò: “L’ho fatto vincere perchè se lo merita. E’ un regalo di classe”.

Pantani non ci sta, lui non è abituato ad arrivare in compagnia, e allora via la bandana, si alza sui pedali, cambia rapporto e stacca Armstrong presentandosi solo al traguardo.

Tutti si saranno chiesti “E’ tornato il Pirata?” No, purtroppo non è tornato, anzi è andato via per sempre, ma le emozioni che ci ha lasciato non ce le porterà via nessuno

Queste le sue ultime parole da ciclista: “il ciclismo mi mancherà certo, ma anche io, ne sono convinto, mancherò al ciclismo“.

Come dargli torto?

Grazie Marco, sarai sempre il nostro Pirata…al comando…solitario!!!




Articolo scritto da: Mariangelo Aurigemma
Pubblicato il: 22 febbraio 2008
Categoria: Calcio News

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